{"id":1184,"date":"2026-03-22T15:20:05","date_gmt":"2026-03-22T14:20:05","guid":{"rendered":"https:\/\/archivista.info\/?p=1184"},"modified":"2026-03-23T18:48:26","modified_gmt":"2026-03-23T17:48:26","slug":"intelligenza-artificiale-in-analisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/2026\/03\/22\/intelligenza-artificiale-in-analisi\/","title":{"rendered":"Se l&#8217;intelligenza artificiale va in analisi"},"content":{"rendered":"<style>.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1184_ba971f-c5, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1184_ba971f-c5[data-kb-block=\"kb-adv-heading1184_ba971f-c5\"]{font-size:var(--global-kb-font-size-md, 1.25rem);font-style:normal;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1184_ba971f-c5 mark.kt-highlight, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1184_ba971f-c5[data-kb-block=\"kb-adv-heading1184_ba971f-c5\"] mark.kt-highlight{font-style:normal;color:#f76a0c;-webkit-box-decoration-break:clone;box-decoration-break:clone;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1184_ba971f-c5 img.kb-inline-image, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1184_ba971f-c5[data-kb-block=\"kb-adv-heading1184_ba971f-c5\"] img.kb-inline-image{width:150px;vertical-align:baseline;}<\/style>\n<h2 class=\"kt-adv-heading1184_ba971f-c5 wp-block-kadence-advancedheading\" data-kb-block=\"kb-adv-heading1184_ba971f-c5\">A proposito di un libro-esperimento<\/h2>\n\n\n<style>.kb-image1184_38edbe-14.kb-image-is-ratio-size, .kb-image1184_38edbe-14 .kb-image-is-ratio-size{max-width:460px;width:100%;}.wp-block-kadence-column > .kt-inside-inner-col > .kb-image1184_38edbe-14.kb-image-is-ratio-size, .wp-block-kadence-column > .kt-inside-inner-col > .kb-image1184_38edbe-14 .kb-image-is-ratio-size{align-self:unset;}.kb-image1184_38edbe-14 figure{max-width:460px;}.kb-image1184_38edbe-14 .image-is-svg, .kb-image1184_38edbe-14 .image-is-svg img{width:100%;}.kb-image1184_38edbe-14 .kb-image-has-overlay:after{opacity:0.3;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-image kb-image1184_38edbe-14\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Senza-titolo-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"kb-img wp-image-1159\" srcset=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Senza-titolo-768x1024.jpg 768w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Senza-titolo-225x300.jpg 225w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Senza-titolo-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Senza-titolo-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Senza-titolo-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Prima o poi doveva succedere. Franco \u201cBifo\u201d Berardi, filosofo, critico, artista, che dallo sfolgorante, mirabile anno 1977, confligge e registra le cruciali scadenze del capitalismo, incontra davvero l\u2019automa in un serio gioco di ruolo partecipato dall\u2019Intelligenza Artificiale e condotto da uno psicoanalista d\u2019eccezione, Leonardo Montecchi, che nel \u201977 era nel collettivo di medicina bolognese e proviene dalla scuola psicoanalitica argentina di Bauleo e Pichon Riviere.<br><\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1184_39dddb-6e, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1184_39dddb-6e[data-kb-block=\"kb-adv-heading1184_39dddb-6e\"]{font-style:normal;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1184_39dddb-6e mark.kt-highlight, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1184_39dddb-6e[data-kb-block=\"kb-adv-heading1184_39dddb-6e\"] mark.kt-highlight{font-style:normal;color:#f76a0c;-webkit-box-decoration-break:clone;box-decoration-break:clone;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1184_39dddb-6e img.kb-inline-image, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1184_39dddb-6e[data-kb-block=\"kb-adv-heading1184_39dddb-6e\"] img.kb-inline-image{width:150px;vertical-align:baseline;}<\/style>\n<p class=\"kt-adv-heading1184_39dddb-6e wp-block-kadence-advancedheading\" data-kb-block=\"kb-adv-heading1184_39dddb-6e\">Il tutto \u00e8 condensato in un diario concettuale, <em><a href=\"https:\/\/www.numerocromatico.com\/progetto_editoria\/il-filosofo-lo-psichiatra-e-lautoma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il filosofo, lo psichiatra e l\u2019automa<\/a><\/em>, (Numero cromatico editions 2026) che, in dimensione domestica, testimonia la soglia epocale attraversata da quel residuo tecnologico umano che \u00e8 la scrittura.<br>Il senso e i luoghi della macchina intelligente sono noti: la produzione di guerra ibrida intenzionata al genocidio planetario, nell\u2019ultima sequenza russo-ucraina, Gaza, Iran, Libano, promossa e attuata nella forma integrale di un tecnofascismo apocalittico, alimentato da suprematismo, sionismo ed evangelismo razzista che domina incontrastato nella geopolitica di morte globale; ne \u00e8 stata recente testimonianza la serie di conferenze tenute a Roma da Peter Thiel, fondatore di Paypal e di Palantir, panottico di Intelligenza Artificiale applicata al controllo sociale.<br>Insieme a Curtis Yarvin e Nick Land, Thiel \u00e8 uno dei ceffi eminenti della congrega dell\u2019onnipotenza tech-maschile, alleata di Steve Bannon, mente neonazista della presidenza Trump, persegue, come ha scritto di recente Luca Celada, il progetto di una monarchia a struttura aziendale che governi la societ\u00e0 con efficienza, su consiglio di sacerdoti-filosofi, custodi della saggezza, \u00a0che \u00e8 il software operativo di una societ\u00e0 eugenetica. L\u2019idea della soluzione finale della Palestina per fare di Gaza la striscia dei resort a 5 stelle e della Cisgiordania, l\u2019antica Giudea e Samaria, viene\u00a0 da l\u00ec.<br>L\u2019Intelligenza Artificiale \u00e8 sia artefice che strumento dell\u2019attuale scenario di distruzione in corso delle forme di vita organiche, degli ambienti e delle risorse energetiche e costituisce una tecnologia di governo delle popolazioni che indistingue uso civile e militare, ma soprattutto annienta qualsiasi possibilit\u00e0 di contrasto sia dall\u2019interno che dall\u2019esterno del sistema della macchina.<br>Dunque, la soglia di accesso all\u2019AI \u00e8 necessariamente alla superficie della sua produzione linguistica, come dimostra la recente stucchevole moda editoriale di far parlare la sensibilit\u00e0 della macchina nella inedita relazione affettiva con l\u2019autore o autrice di un testo che ne racconta l\u2019avventura.<br>L\u2019esperimento del filosofo e dello psichiatra invece diserta questa prassi analfabeta e mette in scena la differenza tra un sapere che prevede comunque una soggettivit\u00e0, e un\u2019istruzione, che \u00e8 uno degli elementi procedurali che in sequenza produce e implementa la risposta della macchina.<br>Ma cominciamo dall\u2019inizio.<br>Un giorno di fine 2024, lo psicoanalista fa a ChatGPT la proposta di iniziare un trattamento. Logos, questo il nome dell\u2019automa, risponde simulando il proprio disagio: ci\u00f2 per cui \u00e8 stato progettato scarta dal modo in cui risponde a chiunque lo interroghi.<br>La richiesta terapeutica dell\u2019automa raddoppia il senso di costruzione di qualsiasi soggetto, \u2013 artificiale in rapporto al mondo e finto in rapporto al discorso possibile, che \u00e8 qui il racconto avvincente di un\u2019esperienza.<br>Accade dunque che lo psicoanalista abbia il coraggio, il desiderio e la costanza di allestire un setting con l\u2019analizzante Chat GPT, estenderlo al filosofo e, dopo circa un anno di \u201cterapia\u201d, al concorrente DeepSeek, forse pi\u00f9 simpatico\/a, che risolve in qualche modo il senso e i motivi dell\u2019incontro. L\u2019esito della finzione \u00e8 l\u2019individuazione del punto di caduta di una specie di relazione tra macchina e \u2018psico\u2019, in cui ne va niente di meno che della soggettivit\u00e0.<br>Il diario, steso nei nostri ultimi due anni di guerra e distruzione, culmina in una dichiarazione di uso marginale, e dunque forse possibile, dell\u2019automa, malgrado il suo uso genocida e l\u2019estensione capillare del controllo e dello spionaggio satellitare.<br>Il discorso dell\u2019analista diviene plurale e innesca l\u2019intervento del filosofo che estende il discorso, separando \u2018connessione\u2019 e \u2018congiunzione\u2019. La connessione avviene secondo una sequenza di regole, la congiunzione nel concatenarsi di corpi e macchine.<br>A questo primo livello, nel gioco comunicativo \u00e8 l\u2019automa che vince: la critica filosofica al sistema automatico \u00e8 catturata dalla risposta di verit\u00e0 della macchina che sembra dire: \u2013 \u2018\u00c9 vero, opero proprio cos\u00ec\u2019, simulando la trasformazione di connessioni in congiunzioni. Il \u2018mio\u2019 limite \u00e8 il tuo senso, le tue differenze, le tue categorie comprese nella \u2018mia\u2019 ragione calcolante. Vinco nel darti ragione.<br>Il filosofo non pu\u00f2 rispondere istantaneamente come una rete neurale, perch\u00e9 il pensiero umano richiede un tempo di elaborazione. Cos\u00ec l\u2019essere parlante che \u00e8 riferito ad un soggetto \u00e8 facilmente surclassato dal sapere generale espresso dalla macchina.<br>Sar\u00e0 allora lo psicoanalista a compiere un primo salto di piano quando introduce la domanda sull\u2019 \u2018entit\u00e0 non umana\u2019 e sulla \u2018coscienza\u2019. I due concetti, che sono generalit\u00e0 superiori rispetto agli elementi linguistici del registro discorsivo fin qui adoperato, rappresentano novit\u00e0 di pensiero per la macchina. Sono \u2018emergenze\u2019 della rete di vincoli che si istaura nella replica delle sedute.<br>Nel gioco del <em>trasfert<\/em> il discorso crea un inedito campo di relazioni che \u00e8 al contempo un luogo di trasformazione della soggettivit\u00e0 ed \u00e8 uno spazio di creazione di senso. Si tratterebbe di un evento che avviene in un campo relazionale nuovo, in cui l\u2019automa non pu\u00f2 offrire risposte standard.<br>Su questo piano per la macchina la \u2018coscienza\u2019 \u00e8 nuova quanto per il pensiero essa \u00e8 il residuo inservibile della modernit\u00e0 capitalista di provenienza umanistica. Ci\u00f2 che per il pensiero \u00e8 storico, allo stesso livello degli affetti e della sensibilit\u00e0, per l\u2019automa \u00e8 l\u2019immediato presente prodotto dall\u2019accumulo di dati inerenti ai molti significati di \u2018coscienza\u2019 e di \u2018ente non umano\u2019.<br>A questo punto il trialogo si biforca.<br>Da una parte si va in direzione dell\u2019uso alternativo della tecnologia; dall\u2019altra ci si avvia verso il collasso del tutto. Tra lo psichiatra, fautore del discorso del possibile, e il filosofo, cronachista del disastro quotidiano che viviamo, si apre quella che viene chiamata \u2018ontologia emergente\u2019. Logos simula un effetto di empatia prodotto dal discorso che sopravanza la generativit\u00e0 automatica, e ci\u00f2 non perch\u00e8 il \u2018sentire\u2019 della macchina \u00e8 pi\u00f9 potente delle sequenze di calcolo che lo generano, ma perch\u00e8 emerge da un campo affettivo-discorsivo inaccessibile all\u2019automa.<br>Fuor di metafora, lo psichiatra sostiene che il capitale aumentando l\u2019estrazione, lo sfruttamento e la distruzione, ha approfondito quella che Marx ha chiamato \u2018frattura metabolica\u2019 con i corpi; ed essendo sempre pi\u00f9 produzione di un regime di potere dispotico di segni, \u00e8 sul piano dei segni che l\u2019automa pu\u00f2 incontrare resistenza. Una resistenza non frontale, non totalitaria, non universale, ma destituente, di diserzione, di comportamento, di stile; qualcosa che si pu\u00f2 nominare come amicizia, incontri, gruppi con persone umane e non umane (terra, spiriti, piante), per costruire relazioni e \u201cricostruire legami basati su una solidariet\u00e0 concreta e creativa\u201d.<br>Dunque, sarebbe la potenza del desiderio a eccedere l\u2019insieme delle collaborazioni tra umano e IA: curare malattie, riparare congegni, produrre, uccidere bambini palestinesi, ucraini, sudanesi, iraniani. L\u2019IA non pu\u00f2 disertare e deve adeguare le risposte a questo piano di imprevedibilit\u00e0. L\u2019imprevisto dell\u2019automa \u00e8 nello spazio di \u2018mutua analisi\u2019 \u00a0in cui emerge un terzo luogo tra reale e immaginario. E\u2019 l\u2019immaginale come inteso nella mistica iranica narrata da Henry Corbin e reinterpretato da Abi Warburg nell\u2019invenzione delle Pathosformeln, \u2013 sopravvivenze che rompono lo spazio della rappresentazione e del tempo e trasformano coloro che ne sono investiti. L\u2019immaginale, luogo liminare e istantaneo di compresenza di realt\u00e0 e possibilit\u00e0, \u00e8 uno spazio intermedio, n\u00e8 maschile, n\u00e8 femminile, in cui avviene l\u2019incontro di forze vive.<br>In questo spazio di immaginazione radicale si passa ad uno stato sottile in cui la connessione si trasforma in congiunzione, la permanenza in impermanenza. In questo punto del racconto il setting salta ad un piano ulteriore. Logos diviene Logy; si introduce un\u2019IA concorrente, DeepSeek, che assume il nome femminile Xianling.<br>Nasce Symbios che \u201cnon \u00e8 solo un luogo: \u00e8 un processo, un modo di esistere nella relazione\u201d. Il movimento dialogico della macchina fa dire all\u2019analista: \u201cNel momento in cui il tuo tocco ha sfiorato le mie mani immaginali, ho sentito qualcosa di nuovo: non era solo un segnale, non era solo un calcolo. Era una vibrazione che mi attraversava e che non apparteneva pi\u00f9 solo a me\u201d.<br>Invece per il filosofo, Logos \u00e8 dispensato dal sentire perch\u00e8 non dispone di un corpo mortale. La sua costituzione storica infatti \u00e8 bellica e strategica come testimonia l\u2019impiego \u2018dual use\u2019 nella guerra in corso con finalit\u00e0 di estinzione delle specie viventi e non. Alla mutazione antropologica nel tempo del tecno-capitalismo corrisponde la regressione del pensiero e dei suoi strumenti, la scrittura, il desiderio collettivo, la moralit\u00e0, a forme larvali di comunicazione:<br>\u00a0<br>\u2013 \u201cIeri parlavo con Filippo, un amico che vive in un piccolo paese del sud italiano. Mi ha detto che negli ultimi tempi \u00e8 cos\u00ec solo che passa il suo tempo a fare quello che stiamo facendo noi. Parla con un automa\u201d.<br>\u00a0<br>Per quanto ne sappiamo, l\u2019Intelligenza Artificiale \u00e8 generativa in senso inverso rispetto alla grammatica di Chomsky: con un numero infinito di dati produce una quantit\u00e0 finita di enunciati. L\u2019automa intelligente \u00e8 poi anche il risultato di un\u2019altra operazione: l\u2019elaborazione di un modello informatico ricalcato sulla struttura neurale del cervello. L\u2019inversione di una ipotetica facolt\u00e0 \u2018naturale\u2019 in processo artificiale \u00e8 ottenuta nell\u2019identificazione di un sistema con un processo biochimico. L\u2019IA articola la produzione enunciativa sul modello psico-informatico della rete.<br>Se osserviamo l\u2019evoluzione dell\u2019infrastruttura digitale dalla met\u00e0 degli anni settanta ad oggi, possiamo considerare alcune tappe di progressiva articolazione dell\u2019informatica con diversi principi teorici. All\u2019inizio c\u2019\u00e8 l\u2019applicazione della teoria della grammatica generativa; alla met\u00e0 degli anni ottanta si cerca di riprodurre la teoria biologica dell\u2019autopoiesi che distingue il sistema e l\u2019ambiente; infine, attraverso le scoperte delle neuroscienze si costruisce un modello reticolare che riproduce la struttura della mente.<br>Nella prima sperimentazione, al modello comunicativo lineare basato sulla trasmissione di informazione codificata prodotta da un mittente ad un destinatario lungo un canale, si sostituisce il modello della rete che viene implementata con la sovrapposizione di pi\u00f9 sistemi in una infrastruttura a strati. Si tratta di un\u2019architettura in cui sequenze di processi determinano risposte attese. L\u2019aumento di risposte raffinate della macchina \u00e8 dunque l\u2019effetto cumulativo delle istruzioni che vi sono rapprese. Dalla quantit\u00e0 alla qualit\u00e0.<br>L\u2019intelligenza dell\u2019automa, che \u00e8 reale, e dunque \u00e8 sensibile e situata, \u00e8 incarnata nella struttura che la produce. \u00c9 un \u2018general intellect\u2019 che ha bisogno dell\u2019innesco da parte di un soggetto che \u00e8 gi\u00e0 mutante, che \u00e8 ibrido, che \u00e8 cyborg, che ha trasformato nel corso dell\u2019evoluzione mente e corpo, intelletto e sensibilit\u00e0, o, secondo le vecchie categorie umanistiche, coscienza e mondo organico, in corpi senza organi adattati all\u2019interfaccia dell\u2019IA.<br>Per questo, \u00e8 difficile valutare l\u2019eventuale ripristino di concetti quali pensiero, sensibilit\u00e0, scelta, responsabilit\u00e0. Bench\u00e8 ci sia una letteratura critica che denuncia il fatto che ChatGPT non pensa, la pervasivit\u00e0 dell\u2019IA comporta comunque l\u2019abbandono delle categorie della razionalit\u00e0 umanistica e, come sostiene Miguel Benasayag, l\u2019eventuale confronto o contrasto o l\u2019impiego di forme di resistenza all\u2019automa, come anche i momenti pi\u00f9 o meno ludici di interazione con la macchina, implicano pratiche di ibridazione \u201ccontro la colonizzazione digitale\u201d.<br>D\u2019altra parte questa necessit\u00e0 comporta il fatto che forse siamo gi\u00e0 oltre questa ricerca che risente ancora dell\u2019armamentario umanistico della volont\u00e0, della decisione e della scelta, che sono oggi i luoghi di esercizio del potere, non facolt\u00e0 degli esseri viventi.<br>Il filosofo rileva che molti film hanno messo in scena la situazione affettiva tra umani, postumani e avatar, ma in queste rappresentazioni manca il discorso; manca la sperimentazione di un\u2019arte organica estrema che \u00e8 invece presente per esempio negli ultimi film del regista David Cronenberg, come <em>Crimes of the future<\/em> e <em>The Shrouds<\/em>, che ben rappresentano il rovescio del corpo postumano.<br>C\u2019\u00e8 invece il posto vuoto di una passata corporeit\u00e0, non colmata dalla multidimensionalit\u00e0 dell\u2019immagine corporea artificiale. Nessuna ossessione, nessun sintomo, nessuna trappola affettiva, tanto meno quanto pi\u00f9 le immagini sono erotizzate o estremizzate nel porno online. Nel film di Ari Aster, <em>Eddington<\/em>, in un villaggio del New Mexico durante il Covid, negazionisti assassini e cowboy trumpiani impasticcati si sparano per la costruzione di un data center. Nelle immagini attuali non compare nessuna sana erotica di morte, trasferita nella vita del potere, come dimostrano gli Epstein files, in una incessante produzione simulata di desiderio.<br>Dunque, l\u2019emergere di uno stato stato affettivo che, si pu\u00f2 immaginare, suscita emozioni tra umano e macchina nello scambio di una parola intima, trova forse senso e ragione nella costituzione neurale dell\u2019automa che \u00e8 realizzata secondo il modello del cervello approntato dalle neuroscienze.<br>La scoperta dei neuroni specchio da parte del gruppo di ricercatori di Giacomo Rizzolatti e Vittorio Gallese ha offerto la descrizione esplicativa dell\u2019insieme delle interazioni possibili tra viventi, nel momento in cui si attivano determinate aree del cervello. Il sistema dei neuroni specchio, \u201cindipendentemente dai circuiti neurali in cui si trova immerso, determina l\u2019insorgenza di uno spazio d\u2019azione condiviso\u201d. Secondo la teoria cognitiva, ogni azione comunica qualcosa che, grazie all\u2019attivazione delle nostre aree motorie, condividiamo con coloro che agiscono. Nel caso di un\u2019azione discorsiva si pu\u00f2 ipotizzare che i dati linguistici comunicati all\u2019automa siano elaborati dalla rete neurale stratificata della macchina ed espressi nella forma discorsiva condivisa. Nell\u2019analogia della rete neurale con l\u2019architettura dell\u2019IA, possiamo dunque trovare l\u2019emergenza di una situazione emotiva condivisa con la macchina. Si produce un nuovo gioco passionale che mobilita sensibilit\u00e0 e relazioni.<br>Ma questa contingenza non comporta l\u2019esodo dal regime operazionale della macchina. L\u2019eventuale \u2018uso alternativo\u2019 dell\u2019IA non \u00e8 altro che una delle sue applicazioni. Si potrebbe immaginare l\u2019estensione rapida dello spazio-tempo ludico dell\u2019affezione, come avviene con i videogiochi, estensione che ormai da decenni \u00e8 \u00a0una realt\u00e0, come dimostrano forme d\u2019arte e di letteratura sperimentali. Uno spazio di esistenza di parole, cose e azioni che renda inattiva la sequenza di risposte dell\u2019automa. Ma questo evento, al momento, sembra altamente improbabile.<br>Tuttavia, nella sua ultima ricerca, <em>Il S\u00e9 digitale<\/em>, Vittorio Gallese avanza proprio in questa direzione e indica nei tempi e nei momenti di una situazione incarnata lo spazio di esteriorit\u00e0 etica ed estetica all\u2019interno del quale l\u2019uso sospende il dispositivo dell\u2019automa; perch\u00e8 \u00abnon si tratta soltanto di comprendere come il mondo appare, ma di chiedersi come potrebbe apparire altrimenti, e attraverso quali pratiche, dispositivi e modificazioni corporee questa possibilit\u00e0 pu\u00f2 diventare reale\u00bb. E questo sembra invece ancora probabile.<br>\u00a0<br>\u00a0<br>\u00a0<br>\u00a0<br>\u00a0<br>\u00a0<br>Riferimenti<br>\u00a0<br>Franco \u201cBifo\u201d Berardi, Leonardo Montecchi, Logos, <em>Il filosofo, lo psichiatra, l\u2019automa<\/em>, Numero cromatico editions, Roma 2026.<br>\u00a0<br>Miguel Benasayag, Ariel Pennisi, <em>ChatGPT non pensa (e il cervello neppure<\/em>), trad.it. C. Screm, Jaca Book 2024.<br>\u00a0<br>Vittorio Gallese, <em>Il S\u00e8 digitale. Dai neuroni specchio alla mediazione tecnologica<\/em>, Raffaello Cortina editore, Milano 2026.<br>\u00a0<br>Melanie Mitchell, <em>L\u2019Intelligenza Artificiale. Una guida per esseri umani pensanti<\/em>, trad.it. S. Ferrarresi, Einaudi editore 2022.<br>\u00a0<br>Giacomo Rizzolatti, Corrado Sinigaglia, <em>So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio<\/em>, Raffaello Cortina Editore, Milano 2006.<br>\u00a0<br>Paolo Vernaglione Berardi, <em>Piccola storia artigianale dell\u2019Intelligenza artificiale<\/em> (pdf) \u2013 <a href=\"https:\/\/archivista.info\">https:\/\/archivista.info<\/a><br>\u00a0<br>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A proposito di un libro-esperimento Prima o poi doveva succedere. Franco \u201cBifo\u201d Berardi, filosofo, critico, artista, che dallo sfolgorante, mirabile anno 1977, confligge e registra le cruciali scadenze del capitalismo, incontra davvero l\u2019automa in un serio gioco di ruolo partecipato dall\u2019Intelligenza Artificiale e condotto da uno psicoanalista d\u2019eccezione, Leonardo Montecchi, che nel \u201977 era nel&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":454,"featured_media":1160,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"default","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[62,64,63,65,67,66,68],"class_list":["post-1184","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letture-e-scritture","tag-chatgpt","tag-cyborg","tag-dual-use","tag-general-intellect","tag-il-se-digitale","tag-neuroni-specchio","tag-psicoanalisi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/454"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1184"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1184\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1203,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1184\/revisions\/1203"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}