{"id":1294,"date":"2026-03-26T14:48:31","date_gmt":"2026-03-26T13:48:31","guid":{"rendered":"https:\/\/archivista.info\/?p=1294"},"modified":"2026-03-26T14:50:45","modified_gmt":"2026-03-26T13:50:45","slug":"la-memoria-che-viene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/2026\/03\/26\/la-memoria-che-viene\/","title":{"rendered":"La memoria che viene"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/lucas-k-wQLAGv4_OYs-unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1220\" style=\"aspect-ratio:1.499281185358156;width:459px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/lucas-k-wQLAGv4_OYs-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/lucas-k-wQLAGv4_OYs-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/lucas-k-wQLAGv4_OYs-unsplash-768x512.jpg 768w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/lucas-k-wQLAGv4_OYs-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/lucas-k-wQLAGv4_OYs-unsplash-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/lucas-k-wQLAGv4_OYs-unsplash-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n<style>.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1294_2acccd-37_0, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1294_2acccd-37_0[data-kb-block=\"kb-adv-heading1294_2acccd-37_0\"]{font-style:normal;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1294_2acccd-37_0 mark.kt-highlight, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1294_2acccd-37_0[data-kb-block=\"kb-adv-heading1294_2acccd-37_0\"] mark.kt-highlight{font-style:normal;color:#f76a0c;-webkit-box-decoration-break:clone;box-decoration-break:clone;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1294_2acccd-37_0 img.kb-inline-image, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1294_2acccd-37_0[data-kb-block=\"kb-adv-heading1294_2acccd-37_0\"] img.kb-inline-image{width:150px;vertical-align:baseline;}<\/style>\n<p class=\"kt-adv-heading1294_2acccd-37_0 wp-block-kadence-advancedheading\" data-kb-block=\"kb-adv-heading1294_2acccd-37_0\">Gli appunti degli anni 1972-\u201979, raccolti con fatica e curati da Nicoletta Di Vita e Diego Ianiro e i primi due quaderni 1979-\u201981 formano il Volume I dei <em>Quaderni<\/em> del filosofo Giorgio Agamben che riferiscono l\u2019elaborazione compresa tra <em>Infanzia e storia <\/em>(1979) e il seminario <em>Il linguaggio e la morte<\/em> (1981).<br>La raccolta prevede la parte di un lettore che sia ugualmente libero e scrupoloso perch\u00e9 note e pensieri hanno in contrappunto l\u2019edizione integrale dell\u2019opera Homo Sacer nel cui compendio si pu\u00f2 riconoscere la sequenza continua di un\u2019elaborazione che dai primi anni Sessanta dello scorso \u2018900 giunge all\u2019oggi. L\u2019estesa opera del filosofo \u00e8 qui restituita al laboratorio sperimentale della sua produzione, ove l\u2019esigenza \u00e8 opaca eppure gi\u00e0 orientata a dire le soglie che separano e connettono storia e natura, materia sensibile e significato, potenza e attualit\u00e0. Nell\u2019opera di una vita, pensare, cercare, scrivere non \u00e8 l\u2019esperienza di un soggetto che vuole la teoria e che arreda la scena del teatro filosofico, ma \u00e8 la storia di ci\u00f2 che ferisce e decompone, annulla e fugge via.<br>Note e frammenti spingono a rompere le noiose continuit\u00e0 della scrittura saggistica e a saltare, ritornare, infrangere l\u2019intenzione dell\u2019autore nel piacere della lettura. \u00c9 nelle note degli anni Settanta e in particolare in quelle vicine all\u2019annus terribilis, il \u201877, che ritroviamo la memoria obliqua dei rapporti tra filosofia, poesia e politica. Una memoria che corre parallela alla biografia di una generazione il cui luogo storico-politico \u00e8 stato quello nietzscheano dell\u2019autonomia in cui comico e tragico, natura e cultura, bisogni e desiderio, sovversione e soggettivazione deridevano il triste e repressivo ritornello dei sacrifici e della governabilit\u00e0. \u201cUn risotto vi sommerger\u00e0\u2026<br>Alla fine dei Settanta la sconfitta si chiamava modernizzazione capitalista. Iniziava il post-moderno, il 7 aprile 1979 il teorema del giudice Calogero incarcerava i movimenti di massa; correva la teoria del simulacro e i conflitti teorici riguardavano la pronuncia del \u201cpensiero debole\u201d che era subentrato come alternativa filosofica alla teoria critica, la cui pointe negli anni del carcere e dell\u2019esilio consisteva nella rivendicazione della soggettivit\u00e0 del lavoro alle prese con l\u2019automazione.<br>Questa costatazione storica \u00e8 in rapporto con il lavoro filosofico di Agamben a cui hanno attinto in maniera pi\u00f9 o meno diretta almeno due generazioni di ricercatori e attivisti tra la Francia e l\u2019Italia, suscitando confronti, conflitti e prese di posizione identitarie che nel corso degli anni hanno prodotto la definitiva separazione della filosofia e della politica.<br>D\u2019altra parte una filosofia politica circolava al di fuori dei recinti accademici e dello spettacolo TV e chi ha attraversato con gioia e con furore gli anni \u201cno future\u201d ha praticato il pensiero nello spirito che Michel Foucault assegnava alla filosofia: fare il gioco circolare della lotta e della verit\u00e0. Si trattava e si tratta ancora di dire con rabbia quanto il pensiero spacca in due e riduce in mille pezzi la soggettivit\u00e0. E quanto l\u2019esperienza del linguaggio sia l\u2019asserzione selvaggia del desiderio; un desiderio carico di piacere che rovescia la legge.<br>Negli appunti c\u2019\u00e8 l\u2019evidenza di quella filosofia contemporanea che giocava la dialettica del testo di \u00c1gnes Heller sulla teoria dei bisogni. Ma anche nella differenza di posizione (il bisogno accorcia la distanza creata dalla cultura tra desiderio e piacere, per questo Alice \u00e8 sovversiva!) \u2013 le note di quegli anni restituiscono i bagliori dell\u2019insurrezione dei saperi in cui continua a risiedere il senso proprio della pratica filosofica \u2013 tanto pi\u00f9 quanto pi\u00f9 diviene poesia, canto, arte, amicizia, luogo del fare comune.<br>Negli appunti troviamo anzitutto Simone Weil e l\u2019esperienza limite del pensiero; di seguito, una linea di inconscio che avrebbe costituito la differenza archeologica rispetto al rimosso; ancora, un neoplatonismo che, attraverso Eckhart arriva ad Heidegger mischiando le genealogie; quindi il decorso delle secessioni<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1294_2acccd-37_1, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1294_2acccd-37_1[data-kb-block=\"kb-adv-heading1294_2acccd-37_1\"]{font-style:normal;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1294_2acccd-37_1 mark.kt-highlight, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1294_2acccd-37_1[data-kb-block=\"kb-adv-heading1294_2acccd-37_1\"] mark.kt-highlight{font-style:normal;color:#f76a0c;-webkit-box-decoration-break:clone;box-decoration-break:clone;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1294_2acccd-37_1 img.kb-inline-image, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1294_2acccd-37_1[data-kb-block=\"kb-adv-heading1294_2acccd-37_1\"] img.kb-inline-image{width:150px;vertical-align:baseline;}<\/style>\n<p class=\"kt-adv-heading1294_2acccd-37_1 wp-block-kadence-advancedheading\" data-kb-block=\"kb-adv-heading1294_2acccd-37_1\">dall\u2019interno della teologia politica, dell\u2019arte, con Bonnard e Bacon, e della letteratura; il tutto rinchiuso nell\u2019orbita di Walter Benjamin in cui consiste la scansione dei cristallini elementi del pensiero del filosofo. Gli appunti che risaltano sono quelli in cui \u00e8 implicita la domanda: qual\u2019\u00e8 la tua perversione? Qual\u2019\u00e8 il tuo vuoto? Il formato dei quaderni dimostra fin troppo che la domanda giunge da un passato in cui mito e critica, infanzia e storia, serenit\u00e0 e tumulto si indistinguono. Ci\u00f2 che emerge \u00e8 la risalita della commedia nel tragico come una linea maestra che \u00e8 sapere al di fuori della conoscenza, \u00e8 pensiero del fuori, messa fuori senso del discorso.\nI corpi vivono nel linguaggio anche se Agamben non crede nell\u2019incarnazione. Provare per credere. \u00c9 quanto ha invogliato a fare contro il suo stesso pensiero. Di questo testimonia il viaggio ottenuto con l\u2019LSD. Luglio 1973: l\u2019essere maschile e l\u2019essere femminile si fondono come in principio. Le sensazioni si dissociano e si avvertono ognuna netta e piena. L\u2019io \u00e8 dissolto ed \u00e8 la fortuna dell\u2019estasi sensibile. I rumori si sentono tra l\u2019erba. I colori si vedono davvero. L\u2019amore \u00e8 finalmente quello antico: poros e penia, la nuda verit\u00e0 dell\u2019espediente e della povert\u00e0.\nRegistriamo l\u2019esperienza psichedelica non per fare folklore ma per trovare i punti comuni di crisi e di amicizia tra autore e lettore. Ed ecco che una successione genealogica emerge: l\u2019amicizia del filosofo con Claudio Rugafiori e Italo Calvino; con Foucault e con Guy Debord, con Elsa Morante e con Pasolini. Da qui l\u2019esplicita lezione di Heidegger e la permanenza della galassia Benjamin. Il che significa la trasposizione in un\u2019opera originale dei punti ciechi della realt\u00e0 per farla risultare dalla mappa di problemi che esplodono in costellazioni di senso.\nL\u2019irrealizzabile \u00e8 che qualcosa funziona, ogni volta che corpo e lingua si separano, che il critico e il poeta sono maschio e femmina, \u2013 cio\u00e8 violenza che riempie il vuoto. L\u2019infanzia, la morte, la voce, il mito, sono esigenze che attraversano il filosofo e sono strati di cultura occidentale in cui riconoscere gli a-priori storici della modernit\u00e0. Ma sono anche i fantasmi che, evocati e magari anche dominati, cambiano luogo e posizione dall\u2019interiore al mondo esterno, e che, fuori dalla poesia, troviamo nel romanzo. E li troviamo come mistero, con cui all\u2019apparenza \u00e8 pi\u00f9 semplice comunicare, ma che, essendo residui del mito e dei poemi, parlano una lingua alquanto oscura.\nInfine, gli appunti esibiscono la differenza tra destino e vocazione. H\u00f6lderlin di cui Agamben ha ricostruito i rapporti tra poesia e pensiero, indica nella reciproca trasposizione dei generi l\u2019inversione delle due vie, l\u2019intraprendenza di una vocazione che rompe il destino. D\u2019altra parte, chi avverte nella prosa il proprio rapporto al mondo converte un destino in vocazione e trova giusto il suo essere di parola. Della giusta forma di vita si incarica la scrittura, ed \u00e8 questa prosa che attendiamo dai Quaderni degli anni \u201880 e \u201890.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli appunti degli anni 1972-\u201979, raccolti con fatica e curati da Nicoletta Di Vita e Diego Ianiro e i primi due quaderni 1979-\u201981 formano il Volume I dei Quaderni del filosofo Giorgio Agamben che riferiscono l\u2019elaborazione compresa tra Infanzia e storia (1979) e il seminario Il linguaggio e la morte (1981).La raccolta prevede la parte&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":454,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[74,77,76,75],"class_list":["post-1294","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letture-e-scritture","tag-agamben","tag-appunti","tag-memoria-di-una-vita","tag-quaderni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1294","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/454"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1294"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1294\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1297,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1294\/revisions\/1297"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}