{"id":1461,"date":"2026-05-10T11:11:48","date_gmt":"2026-05-10T09:11:48","guid":{"rendered":"https:\/\/archivista.info\/?p=1461"},"modified":"2026-05-10T11:47:08","modified_gmt":"2026-05-10T09:47:08","slug":"furio-jesi-maestro-in-esilio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/2026\/05\/10\/furio-jesi-maestro-in-esilio\/","title":{"rendered":"Furio Jesi maestro in esilio"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Se dovessimo indicare una forma simbolica che condensa l\u2019opera, il pensiero e la vita di Furio Jesi, mitologo, critico letterario, traduttore, etnologo del sapere, scomparso nel 1980 per un maledetto incidente domestico, questa forma sarebbe quella di una costellazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La costellazione \u00e8 la figura cosmica chiusa in una dispersione di stelle che sono i bagliori notturni che illuminano la terra inesplorata dei miti antichi e dei profili ancestrali che dall\u2019Oriente hanno arricchito l\u2019Occidente. La costellazione \u00e8 l\u2019insieme di stelle, ognuna \u00e8 un\u2019opera, che f\u00e0 giorno a mezzanotte nella zona impervia, tragica e irrappresentabile della storia della cultura. La costellazione \u00e8 ancora la figura rivoluzionaria prediletta da Walter Benjamin ed \u00e8 una delle tracce segrete del lavoro di Jesi in cui ebraismo, esilio e critica storica trovano un passato che li accomuna&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Polvere di stelle, immagine dialettica, sensibilit\u00e0 per l\u2019esperienza ed erudizione sono in Jesi gli indici di senso che hanno riformulato quasi completamente la materia mitologica, scardinandone l\u2019architettura storicista che la tradizione di studi ottocentesca consegnava all\u2019antropologia post-bellica&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Il recente interesse editoriale per la sua opera restituisce a frammenti, forse in sintonia con la miriade di temi di ricerca che Jesi ha indagato, l\u2019impulso originario del suo fare: il tempo opera la differenza tra ci\u00f2 che si sente e l\u2019identificazione volontaria alla vicenda degli dei e degli eroi, alle tecniche mitico-magiche, alle interpretazioni&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>La critica del mito, della cultura italiana del fascismo, della letteratura mitteleuropea e della \u201cgermania segreta\u201d, la festa e la rivolta, la tragedia e la poesia,&nbsp; Mann e Rilke come educatori, Frobenius e Bachofen come studiosi <em>affetti<\/em> dal mito e soprattutto l\u2019esperienza diretta di quanto di indicibile attraversa le topografie irrazionali rimosse o negate, o considerate residui barbari, della tradizione europea, tutti i materiali mitologici essenziali, Jesi, facendoli emergere con un gesto minuzioso da entomologo, li ha tolti di mano alla \u201ccultura della destra\u201d, rendendoli disponibili alla ricerca. Ma le pesanti armature dell\u2019idealismo e del materialismo storicista hanno fatto blocco contro il presunto \u201cirrazionalismo\u201d della ricerca etno-mitologica, negando alla conoscenza l\u2019evento decisivo della comprensione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;L\u2019effettivo riconoscimento della portata magistrale di un\u2019opera sfrangiata, fatta di luminose schegge di cultura, intuizioni prodigiose e di una distensione concettuale che ha il ritmo musicale dell\u2019andante, provenne in lui dallo stile essenziale ed esplicativo, sobrio e consistente delle centinaia di testi scritti in una vita breve&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Per la direzione presa dallo studio del mito, della letteratura germanica e della mitteleuropa e per l\u2019impresa di trasposizione in Italia della storia della mitologia, con le sue lotte, i suoi sussulti, le formazioni di studiosi rivali, \u2013 in lui gli oggetti della mitologia assumevano un profilo eccentrico rispetto ai nuclei tematici degli studi sull\u2019antichit\u00e0&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Jesi si considerava, a ragione, un romanziere che coglieva la nota dominante delle opere, quella che introduce e orienta la parola dell\u2019autore. Quando scandagliava i monumenti funerari degli Egizi, le figure di K\u00f2re e di Dioniso e quando marcava tramite K\u00e9renyi la critica all\u2019illustre scostante apparato mitologico approntato da Wilamowitz, o quando nella letteratura del secondo Ottocento europeo faceva emergere il profilo meno studiato ed elaborato di Thomas Mann, Herman Hesse e Rimbaud, in tutte le occasioni di ricerca, la scrittura narrativa esprimeva meglio dell\u2019elaborazione saggistica l\u2019\u201cintorno\u201d di poeti e narratori&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<em>humanitas <\/em>in Jesi \u00e8 anti-umanista. L\u2019uomo non \u00e8 al centro del cosmo, erra piuttosto nella diaspora infinita per fuggire i dispositivi della storia universale, del dominio, della norma. L\u2019esilio \u00e8 la sua patria mitica e indecisa, le costellazioni dell\u2019astrologia la sua guida, la notte dei simboli le luci a cui si affida. L\u2019umano \u00e8 in questa piega che sdegna la servit\u00f9 volontaria, l\u2019induzione alla morale, insorge contro l\u2019essere del governo e pensa un essere comune che eccede le singole esperienze storiche..&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il recente interesse editoriale per la sua opera restituisce a frammenti, forse in sintonia con la miriade di temi di ricerca che Jesi ha indagato, l\u2019impulso originario del suo fare:  La critica del mito, della cultura italiana del fascismo, della letteratura mitteleuropea e della \u201cgermania segreta\u201d, la festa e la rivolta, la tragedia e la poesia,\u00a0 Mann e Rilke come educatori, Frobenius e Bachofen come studiosi affetti dal mito e soprattutto l\u2019esperienza diretta di quanto di indicibile attraversa le topografie irrazionali rimosse o negate, o considerate residui barbari, della tradizione europea, tutti i materiali mitologici essenziali, Jesi, facendoli emergere con un gesto minuzioso da entomologo, li ha tolti di mano alla \u201ccultura della destra\u201d, rendendoli disponibili alla ricerca<\/p>\n","protected":false},"author":454,"featured_media":1468,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[3,4],"tags":[91,94,53,90,89,92,93,95],"class_list":["post-1461","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-critica","category-letture-e-scritture","tag-archeologia-della-cultura","tag-bachofen","tag-benjamin","tag-critica-del-mito","tag-furio-jesi","tag-kereny","tag-rilke","tag-rivolta-e-rivoluzione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1461","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/454"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1461"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1461\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1472,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1461\/revisions\/1472"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1468"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}