{"id":1504,"date":"2026-05-28T20:21:20","date_gmt":"2026-05-28T18:21:20","guid":{"rendered":"https:\/\/archivista.info\/?p=1504"},"modified":"2026-05-28T20:25:03","modified_gmt":"2026-05-28T18:25:03","slug":"di-una-vita-possibile-nel-secolo-deleuziano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/2026\/05\/28\/di-una-vita-possibile-nel-secolo-deleuziano\/","title":{"rendered":"Di una vita possibile nel secolo deleuziano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Idee per un laboratorio filosofico. 4. I foucaultiani<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una teoria del divenire scompone l\u2019archivio storico-filosofico e sovverte il governo della citt\u00e0 che \u00e8 oggi governo della vita esercitato tramite politiche di morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su questo piano si posa felicemente la raccolta di saggi di Rosi Braidotti, <em>Deleuze. Il desiderio di divenire<\/em>, che raccoglie alcuni scritti degli anni 2011-2019, rielaborati per l\u2019occasione. L\u2019impulso non pu\u00f2 che rompere l\u2019ordine di stesura che l\u2019autrice ha dato alla giusta sequela del pensiero di Deleuze, oggetto e soggetto di diversi tributi che nel trentennale della scomparsa hanno riorientato il senso dell\u2019opera del filosofo rispetto a precedenti interpretazioni che ne hanno bagnato la carica esplosiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Femminista postumana, artefice di un pensiero nomade perseguito con gaia creativit\u00e0, fautrice di una delle svolte significative della teoria femminista, Rosi Braidotti ha assunto la genealogia radicale della differenza iscrivendola nella mutazione antropologica della modernit\u00e0 di fine XX secolo: l\u2019epoca del silicio \u00e8 la stessa epoca postcoloniale in cui la secolare soggettivit\u00e0 patriarcale \u2018bianca\u2019 occidentale, surclassata dalle insorgenze di altri mondi, reagisce con guerra e genocidio alle istanze dei diritti che essa stessa aveva pronunciato a partire dal XVIII secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui la filosofa rimette in sequenza alcuni luoghi ignei della filosofia di Deleuze e della eccezionale opera eco e psicopolitica condotta insieme a Felix Guattari, da <em>L\u2019AntiEdipo<\/em> a <em>Millepiani<\/em>, a <em>Divenire molteplice<\/em> e a <em>Tre ecologie<\/em>, testi che oggi sono aria pura da respirare a pieni polmoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pensatrice, \u201callieva non edipica\u201d, ricostruisce la temperie storico-filosofica francese degli anni settanta del secolo, in genere definiti \u2018poststrutturalismo\u2019 e traccia una cartografia insieme solidale e idiosincratica delle importanti insorgenze filosofiche di quegli anni fenomenali che hanno nomi quali Michel Foucault, Luce Irigaray, Jacques Derrida, nonch\u00e8 le decisive analisi del capitalismo di Jacques Debord e in opposizione, dell\u2019operaismo italiano, fino alla lucida risoluzione analitica, oggi essenziale, di Franco \u2018Bifo\u2019 Berardi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scegliamo questa sequenza che comprende il femminismo italiano della differenza di Luisa Muraro e Adriana Cavarero e il gesto rivoluzionario di Carla Lonzi, perch\u00e8 c\u2019\u00e8 un dato generazionale che \u00e8 ineliminabile nella genealogia delle e dei \u2018deleuziani\u2019 che va da Spinoza a Nietzsche a Foucault \u2013 &nbsp;genealogia distesa agli estremi del secondo ottocento da Marx e da Bergson. Il dato \u00e8 che pensatrici e critici dell\u2019<em>annus terribilis<\/em>, il 1977, a cui apparteniamo, hanno vissuto e praticato la gioiosa e radicale estraneit\u00e0 al mondo nella produttiva lotta in e contro di esso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa costatazione non comporta un giudizio di valore sulle generazioni successive, perch\u00e8 il presente \u00e8 stato gi\u00e0 giudicato per il modo in cui rincorre l\u2019attualit\u00e0 disfacendo l\u2019inattuale; \u00e8 piuttosto una presa di posizione sul rilievo delle differenze storiche tra la stagione delle controcondotte e le possibilit\u00e0 di incidere controstorie nel roccioso fondale della storia recente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso l\u2019originale posizione \u2018deleuziana\u2019 \u00e8 che tutti i possibili divenire ripartiscono le generazioni tra coloro che sono stati partecipi della micropolitica che ha investito il capitalismo postindustriale negli anni settanta del secolo scorso, e lettori e lettrici attuali e futuri di Deleuze, come di Foucault, \u2013 alle prese con la distruzione del mondo che non permette alcun rifugio alla critica e costringe ad approntare precari ecoambienti di resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questa provenienza che non annulla la distanza, anzi, la avvicina al nostro sguardo sempre preoccupato di marcare l\u2019identit\u00e0 del soggetto (per lo pi\u00f9 maschile) della filosofia, il laboratorio di una filosofia possibile convoca la critica che ha seguito in maniera pi\u00f9 diretta la traccia ecopolitica del pensiero di Deleuze tra Italia e Francia nella giusta fuga delle eterotopie e delle recenti sintesi in chiave filosofico-politica del suo pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un insieme di pratiche avrebbe dunque il senso di riaccostare un pensiero desiderante ai testi di Deleuze per saggiarne l\u2019effettiva portata. Nel far questo \u00e8 utile indicare tre momenti da cui osservare la potenza generativa dell\u2019opera del filosofo: L\u2019<em>Introduzione<\/em> all\u2019edizione francese dell\u2019opera di Nietzsche, del 1967 in accordo con quella olandese e italiana di Colli e Montinari; l\u2019<em>Introduzione alla vita non fascista<\/em> di Foucault per l\u2019edizione americana dell\u2019<em>AntiEdipo<\/em> nel 1977 e il fenomenale corso su Foucault del 1985-\u201986, ripubblicato quest\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei tre episodi, la distanza di Deleuze da Foucault che Braidotti segnala si riduce quasi a zero, senza che si annullino le differenze tra archeologia e piani di immanenza, governamentalit\u00e0 e assolutezza del pensiero, tecnologie del \u2018s\u00e8\u2019 e pratiche di desoggettivazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Indichiamo questo divergente accordo sia per essere giusti con Foucault oltre la ricorrenza centenaria della nascita (1926-2026), sia per restituire ad una possibile filosofia di inizio millennio la contingente eternit\u00e0 sovversiva che Deleuze le ha aperto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Deleuze e Foucault progettavano diverse vie di fuga dai dispositivi di normalizzazione, l\u2019uno indicando le composizioni possibili di affetti e i possibili divenire contaminanti, non duali ma rizomatici, l\u2019altro mostrando gli <em>a priori storici<\/em> delle diverse epoche dell\u2019occidente. Ci\u00f2 significava ritrovare il canto nietzscheano degli istinti contro la volont\u00e0 di sapere: la conoscenza non proviene dal conoscere ma implica violenza. Il ritornello non \u00e8 replica di saperi accumulati ma allegra derisione nell\u2019incontro di corpi di piacere. Contro la conoscenza bisogna ridere e detestare e ridevano insieme Foucault e Deleuze della seria attitudine del soggetto filosofo (maschile per lo pi\u00f9), gonfio e paludato che prende di petto la storia della metafisica, mentre Deleuze prendeva i filosofi \u2018da dietro\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I saggi del volume di Rosi Braidotti entrano nella filosofia di Deleuze dalla soglia storico-politica pi\u00f9 importante, il femminismo e la soggettivit\u00e0 nomade, che incontra la natura postumana del capitalismo prossimo venturo, che introduce l\u2019essere-per-la-morte nell\u2019estrazione di vita, risorse, corpi e intelletto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che si coglie nei testi \u00e8 anzitutto l\u2019intensit\u00e0 di una ricerca che, dall\u2019esperienza unica dell\u2019Universit\u00e0 di Vincennes si \u00e8 snodata nelle contaminazioni di pratiche e pensiero, nel divenire-donna e nelle tecno-mutazioni oltreumane in cui madri, mostri e macchine apparivano per la prima volta come soggetti che destituivano identit\u00e0 costituite e differenze di genere, classe, sesso, razza e condizione sociale, assumendone in pieno le differenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultimo capitolo della silloge \u00e8 il primo a segnare l\u2019esito della filosofia dell\u2019autrice. In un tributo antiedipico scritto sul quotidiano \u201cil manifesto\u201d per la scomparsa di Deleuze c\u2019\u00e8 il senso di una filosofia dell\u2019avvenire: abbandonare la purezza disciplinare, la <em>grandeur<\/em>, e spingere verso un sapere molteplice in cui si costituisce un soggetto a mille piani. Fisica e matematica, cinema e pratiche discorsive, arte e sperimentazioni di s\u00e8 e del mondo saranno forme del dispositivo parola\/immagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c9 inevitabile che questa prassi comporti la trasformazione del rapporto tra pensiero e vita, tra filosofia e mondo ed \u00e8 urgente svincolarsi dalle passioni tristi e reattive e fare entrare la gioia nella composizione di una forma di vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla scia di Foucault, Deleuze sostiene la dissolvenza delle identit\u00e0 imposte dal tardo patriarcato, liberandoci dagli apparati di cattura del nostro immaginario. \u00c9 un compito infinito far esplodere il dualismo sessuale, conosciuto anche come sistema di genere che rinchiude le differenze in identit\u00e0 inscalfibili. Come Foucault anche Deleuze ci esorta a liberarci dalla sessualit\u00e0, quella tossica e mefitica tanto pi\u00f9 violenta quanto pi\u00f9 \u00e8 proclamata in nome di Dio, Patria e Famiglia. In questo consiste la politica nomade che \u201cdesidera evolvere verso una modalit\u00e0 post-identitaria, aperta e multisessuata, oltre il binarismo\u201d e i suoi microfascismi diffusi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due saggi del 2011, <em>Discontinuit\u00e0 e divenire<\/em> e <em>Femminismo materialista<\/em>, siglano la critica deleuziana del marxismo e della psicoanalisi. Nei testi di Deleuze esplodono la risata di <em>Alice nel paese delle meraviglie<\/em> e il godimento di Arianna, fidanzata di sua maest\u00e0 il filosofo, in una linea di fuga a velocit\u00e0 variabili dei divenire-altro, molecolare, animale, impercettibile in cui sono presi l\u2019uomo dei lupi, il presidente Schreber, le isteriche e tutta la congerie di triangolazioni familiari che mettono il desiderio sotto la legge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine la filosofia diviene sapere comune, cio\u00e8 laboratorio di tecnologie del s\u00e8 che sono trasformazioni del proprio rapporto al mondo senza attendere l\u2019autorizzazione del maestro. In questa costituzione la contraddizione \u00e8 tra il generico divenire molteplice e minoritario dei corpi e il singolare \u201cdivenire soggetto della donna\u201d. Ma se si qualifica la differenza non come divenire &nbsp;assoluto, bens\u00ec come qualit\u00e0 di una soggettivit\u00e0 molteplice, ogni costituzione soggettiva risulta affetta da una destituzione di identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece, \u00e8 difficile fare esperienza di un corpo senza organi nell\u2019epoca del tardo capitalismo che genera organi senza corpi. Nell\u2019attuale logica cognitiva \u201cche spinge le conoscenze della materia vivente a nuovi estremi, sta sorgendo una nuova fase del patriarcato ad alta potenza tecnologica\u201d che cattura la cartografia di identit\u00e0 situate (donne, marginali, persone LGBTQIA+, migranti, popolazioni non occidentali) negli stessi saperi che esse producono. Questa emergenza \u00e8 testimoniata dal rilievo sempre pi\u00f9 scarso delle politiche di posizionamento e dell\u2019intersezionalit\u00e0, che invece di trasformare corpi e linguaggi e generare una memoria transgenerazionale e \u201cnon lineare\u201d, assumono luoghi statici di rivendicazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019essere \u201cradicate oltre che fluttuanti\u201d seguendo la scrittura di Virginia Wolf non assicura i caratteri comuni delle molteplici differenze, a meno che non siano affette da un Fuori che pu\u00f2 assumere la potenza di un evento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi scrive, una filosofia dell\u2019immanenza radicale incarnata in \u201cun\u2019etica relazionale e situata\u201d sar\u00e0 investita da una trascendenza, proprio perch\u00e8 \u201cnon coincide pi\u00f9 con il campo ristretto delle differenze anatomiche, n\u00e8 con quello codificato della sociologia del genere\u201d. Se \u00e8 spinta dal desiderio, la filosofia salta dal piano di immanenza e incontra l\u2019evento \u201cche circola nel mondo e si porta appresso suoni, colore, odori, respiri e sapori che superano l\u2019umano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019etica nomade, libera dalla morale, rischia, come diceva Foucault, il coraggio della verit\u00e0. Non contenuta dal discorso giuridico, dalla sfera dei diritti, dalle rivendicazioni identitarie e dalla giustizia distributiva, elabora un\u2019attenta selezione di elementi del pensiero. Si tratta di cercare la giusta composizione di affetti per \u201cdivenire gioiose delle nostre competenze relazionali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il parallelismo corpo-mente suppone una ragione affettiva e dinamica. Sulle fasi di questa progressione conviene seguire Spinoza con la sorpresa della composizione di affetti per effettuare sostituzioni pi\u00f9 o meno prudenti con altri regimi di affetti e desideri. Etica \u00e8 essere degni di una costituzione di desiderio che non \u00e8 il nume tutelare del soggetto, ma l\u2019apertura faticosa a quanto \u00e8 transindividuale. Pensare \u2018bene\u2019 fa vivere meglio. Ma questo \u2018meglio\u2019 non \u00e8 il \u2018bene\u2019 per i segregati, massacrati, deportati, bombardati. Dunque, prima dell\u2019etica, c\u2019\u00e8 la presenza di altri mondi maggioritari che affettano il piano di immanenza che individua le singolarit\u00e0 che lo attraversano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la figura razionale di Deleuze, il diagramma, una superfice continua orizzontale o obliqua \u00e8 profilata da punti di singolarit\u00e0 che la spezzano in linee di territorializzazione e la formano in spazi di deterritorializzazione. Si strutturano cos\u00ec macchine desideranti mondiali che sono le popolazioni, tanto celibi quanto miste, in regimi di contaminazione che scompaginano i piani di esistenza delle politiche mondiali. La grande macchina molare caotica \u00e8 mossa al suo interno da dispositivi di potere microfisici&nbsp; ed \u00e8 limitata da esteriorit\u00e0 reali pi\u00f9 intime di qualsiasi interiorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conoscenza, il pensiero, l\u2019arte e la scrittura, la politica dei corpi e la corporeit\u00e0 di relazioni sono esteriorit\u00e0 con intensit\u00e0 e durate qualitative diverse. In questo acuto, la filosofia \u00e8 pi\u00f9 presa di realt\u00e0 di qualsiasi concretezza. La coalescenza di reale e virtuale f\u00e0 si che le possibilit\u00e0 si realizzino all\u2019impotenziale e l\u2019attualit\u00e0 si virtualizzi. Per questo, nel secolo deleuziano un nuovo archivista potr\u00e0 fare dell\u2019archeologia del sapere un\u2019archeologia del presente, di cui la filosofia di Deleuze sar\u00e0 divenuta il principio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una teoria del divenire scompone l\u2019archivio storico-filosofico e sovverte il governo della citt\u00e0 che \u00e8 oggi governo della vita esercitato tramite politiche di morte.<\/p>\n<p>Su questo piano si posa felicemente la raccolta di saggi di Rosi Braidotti, Deleuze. 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