{"id":1523,"date":"2026-08-18T09:42:47","date_gmt":"2026-08-18T07:42:47","guid":{"rendered":"https:\/\/archivista.info\/?p=1523"},"modified":"2026-08-20T10:43:48","modified_gmt":"2026-08-20T08:43:48","slug":"il-sonno-forza-di-liberazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/2026\/08\/18\/il-sonno-forza-di-liberazione\/","title":{"rendered":"Il sonno, forza di liberazione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.nazioneindiana.com\/2026\/08\/20\/il-sonno-forza-di-liberazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nazione Indiana<\/strong><\/a> 20\/08\/2026<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"750\" src=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/premium_photo-1664640458531-3c7cca2a9323.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1525\" style=\"width:499px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/premium_photo-1664640458531-3c7cca2a9323.jpg 500w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/premium_photo-1664640458531-3c7cca2a9323-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Haytham el-Wardany, scrittore e traduttore egiziano dissidente vive a Berlino ed \u00e8 autore di prose filosofiche di rara bellezza. <em>How to Disappear <\/em>(2018) \u00e8 un manuale su come rimanere &#8216;ascoltatori&#8217; e sottrarsi alle luci accecanti della presenza pubblica; <em>Jackals and The Missing Letters <\/em>(2023) \u00e8 un mix di espressioni saggistiche, fiabe e prose brevi che si spera di poter presto leggere anche in italiano. Per ora \u00e8 <em>Il libro del sonno <\/em>(2016) l\u2019unico suo testo apparso per merito di Timeo edizioni (<a href=\"http:\/\/www.timeo0.zone\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.timeo0.zone<\/a>), casa editrice che ha intrapreso un puntuale percorso di sperimentazione dell\u2019intera filiera editoriale, pubblicando, distribuendo e promuovendo libri selezionati con cura che restituiscono un profilo acuminato ed essenziale, ormai raro, del lavoro dell\u2019editore. Tradotto con eleganza da Fernanda Fischione, ricercatrice e docente specializzata di letteratura araba, il testo compone in una tessitura sottile brevi prose che generano il movimento tematico del sonno nella superficie colorata del sogno, della memoria e dell\u2019invenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il libro \u00e8 sepolto in una profondit\u00e0 relativa e per questo \u00e8 un tesoro di maggior valore rispetto ad un canone della finzione &#8216;filosofica&#8217; che obbliga a scavare fino al centro della terra, per scoprire al fondo l\u2019inanit\u00e0 della ricerca. Invece, nella sobriet\u00e0 di una prosa distesa <em>Il libro del sonno<\/em> rende preziosa la contemporaneit\u00e0 di un passato recente (la cacciata di Mubarak e le \u2018primavere arabe\u2019), di ricordi veri e di memorie immaginate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella sequenza dei racconti il progetto alchemico ha successo. La realt\u00e0 trasmuta in alterit\u00e0 possibili gesti e forme delle cose. Assenze e anime dei morti si fanno concrete presenze fino alle luci dell\u2019alba, quando fuggono negli interstizi del tempo diurno. Kafka e Walter Benjamin sono convocati, perch\u00e9 all\u2019inizio si annuncia che il vero lavoro \u00e8 il lavoro di scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019abisso che chiamiamo sonno le forme si compenetrano, i limiti si sciolgono, le stanze sono invase dal fluido della notte: &#8220;Non incontrano le cose sulle linee del potere, bens\u00ec nel cuore del divenire della materia prima.&#8221;. Il momento dell\u2019abbandono \u00e8 il momento della liberazione. Qui tutto diviene, l\u2019accesso al sonno \u00e8 garanzia di indistinzione di s\u00e9 e del mondo, realt\u00e0 e possibilit\u00e0. Ma qui tutto mantiene la propria differenza, nel mutare degli oggetti in singolarit\u00e0 fluttuanti, degli ambienti in luoghi che vibrano, di persone in figure che dal sogno, dal passato e dagli affetti, trapassano in soggetti quasi estranei e in profili liminari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo spazio dormiente, scrive el-Wardany, \u00e8 quello in cui il binarismo sonno\/veglia imposto dalla produzione \u00e8 sospeso. Interno ed esterno si mischiano ed \u00e8 l\u2019oscurit\u00e0 interna a fuoriuscire nel tempo della notte e ad invadere l\u2019esterno, al punto che la stessa dimensione spaziale diviene un fuori inaccessibile. L\u2019indice di questo stato \u00e8 un tempo flesso in cui presente e passato si incontrano perdendo il loro proprio ricordo. La toponomastica domestica diviene una psicogeografia straniera, i fantasmi dell\u2019infanzia si aggirano in camere da letto separate dagli spazi usuali della vita diurna. D\u2019altra parte, il sonno \u00e8 l\u2019alternativa vivente al tempo diurno dello spazio pubblico, del lavoro, della precariet\u00e0 e del controllo sociale. Allestire, in spazi sottratti al profitto e alla speculazione immobiliare, ambienti per dormire, addormentarsi in luoghi pubblici, abbandonarsi al sonno nei giorni collettivi in cui si \u00e8 lottato, nei presidi di protesta, nel contrasto alla violenza dei poteri, \u00e8 il gesto destituente che, con e nella prassi conflittuale, realizza altre possibilit\u00e0 di esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella memoria attiva di el-Wardany ci sono gli esiti nefasti delle &#8216;primavere arabe&#8217;, le operazioni sporche della NATO nel maghreb e in Asia occidentale nel primo decennio del nuovo secolo, la repressione in Egitto e la caduta di Al-Hasad. Ma la storia trucida dell\u2019 &#8216;occidente&#8217; \u00e8 contrastata dal sogno, evento magistrale del sonno, che la sopravanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scrittura onirica sopporta almeno due modi: quello surrealista in cui il sogno diviene scrittura che si accampa nello spazio del giorno per lottarne la logica miserabile, e quello del racconto in cui la realt\u00e0 si popola di figure e situazioni che ne dissolvono i piani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sonno \u00e8 parte di un mondo senza capitalismo e di una terra senza sfruttamento, per questo sognare \u00e8 pericoloso, come aveva intuito Andr\u00e9 Breton. Ma il problema del surrealismo fu che se anche fosse esistito un inconscio collettivo, i sogni sarebbero comunque personali, indirizzati &#8216;ad personam&#8217; da un desiderio anonimo che \u00e8 lo stesso nel sonno e nella veglia. Il processo manifesta la sua origine non umana: n\u00e9 individuale, n\u00e9 collettivo, la materia del sogno \u00e8 espressione del movimento di un autore di gruppo, di una muta, di un branco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sonno \u00e8 rivoluzionario perch\u00e9 fa esplodere la realt\u00e0. Dall\u2019interno del desiderio il tempo onirico del sonno se ne separa e vaga nella terra incognita di una psiche liberata. Durante un\u2019ondata di proteste &#8220;&#8230;potrebbe diffondersi un sogno che consiste nel fuggire la polizia per poi entrare in un palazzo sconosciuto da soli, oppure in compagnia di gente stramba&#8230;Il gruppo afferma di essere ci\u00f2 che plasma l\u2019esperienza collettiva ripetuta dal sogno e ci\u00f2 che gli d\u00e0 la capacit\u00e0 di perdurare e proliferare\u2026&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Battaglie familiari e arresti arbitrari, macchine kafkiane per pulire le strade che diventano mostri inesorabili, gesti segreti per sottrarsi alla repressione, rivelati in reti spontanee di solidariet\u00e0 che li trasformano in senso comune, storie della buonanotte in cui gli occhi senza palpebre dei pesci fanno affogare la vista servile degli umani. Ecco perch\u00e9 &#8220;il sonno \u00e8 ci\u00f2 che protegge dalla follia o dalla morte&#8221;; l\u2019individuo che non dorme essendo ossessionato da \u2018s\u00e9\u2019, nel momento del sonno in cui si arrende al fallimento, compie &#8220;l\u2019atto di una soggettivit\u00e0 che si libera del tempo del controllo&#8221;, per svegliarsi ispirato da un nuovo sogno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale l\u2019assenza nel racconto di tal Ibn Qushair in cui uno degli amici di tal Bayazid Bistami arriva in citt\u00e0 e scopre che Bayazid, &#8220;presente nella Verit\u00e0 e assente nel Creato&#8221; non sapeva pi\u00f9 chi fosse e dove si trovasse. A differenza dei presenti nel giorno, i mistici sufi &#8216;cadono&#8217; da svegli nel Creato, mentre sono presenti nella notte, laddove il sonno \u00e8 vera Verit\u00e0. Per i presenti infatti, passare la notte svegli non \u00e8 l\u2019utopia in cui si realizza ci\u00f2 che fallisce nella citt\u00e0 del lavoro, ma \u00e8 il rogo di pensieri e desideri, terra bruciata del &#8216;s\u00e9&#8217; nel buio bianco che trafigge:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;&#8230;l\u2019insonne cerca una lingua che spezzi l\u2019isolamento del suo dolore e sappia fonderlo nel dolore degli altri&#8230;Quando la stanchezza lo vince, smette di cercare di coinvolgere gli altri e dorme il proprio dolore&#8230;Il sonno \u00e8 l\u2019unica lingua in cui \u00e8 possibile condividere il dolore: quando dormiamo, infatti, smettiamo di aggrapparvici e lo lasciamo andare&#8230;ed \u00e8 cos\u00ec che il nostro dolore torna a essere il dolore del mondo, cos\u00ec come era all\u2019inizio di tutto\u2026&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mondo mostra la sua schiena di rovine quando i panorami dell\u2019infanzia sono visti dal tetto di una casa in una terra che diviene palude. Cos\u00ec el-Wardany tesse la tela scintillante di schegge di realt\u00e0 con la perizia del miniaturista. Ogni frammento \u00e8 al suo posto nel giusto disordine di un\u2019immagine pi\u00f9 vera di qualunque esperienza. Vera perch\u00e9 creata, raccontata, scritta e assunta nella finzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 \u00e8 possibile perch\u00e9 la scrittura soggettiva il giorno e la notte. Ogni soggetto \u00e8 per la produzione: allora, il giorno che si vuole eterno dimentica il buio che lo intralcia, forse perch\u00e9 sa che la diuturna forza-lavoro nel sonno diviene solo forza che demolisce il lavoro. Il soggetto della notte \u00e8 anonimo, la sua forza \u00e8 dissolvente perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 dissolta, \u00e8 un corpo in cui non si cela alcun \u2018s\u00e9\u2019. La notte dunque, non \u00e8 un soggetto proprio perch\u00e9 vi rimane la forza del sonno in cui il corpo non \u00e8 parte del mondo ma \u00e8 il &#8220;mondo incarnato&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Limite della veglia \u00e8 il delirio, limite del sonno \u00e8 la distrazione, l\u2019uno eccedente, l\u2019altra soggiacente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La veglia continua raffina la realt\u00e0 fino ad una trasparenza cristallina. Il senso vi \u00e8 gi\u00e0 esaurito nel delirio; questo diventa il suo sonno per l\u2019abbagliante lucidit\u00e0 di cui \u00e8 fatto. La natura del sonno invece \u00e8 la distrazione. Contrario alla produzione, il cuore distratto del sonno provoca o sogni o rivoluzione. Quella che in Egitto ha fatto &#8216;primavera&#8217; era l\u2019intarsio di entrambi, espresso nelle immagini caricate su Facebook e nelle scadenze informate tramite &#8216;Blackbarry&#8217;, utile modello di cellulare criptato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella distrazione c\u2019\u00e8 l\u2019esito di una catena associativa che \u00e8 un\u2019altra forma di liberazione. Ci si perde nel canto delle sirene. Ulisse \u00e8 preso nella lotta della concentrazione, la mal\u00eca del canto devia la rotta e il ritorno non \u00e8 replica che risale quanto si \u00e8 vissuto ma \u00e8 ripetizione di possibilit\u00e0 di vita. Ci\u00f2 a cui si ritorna \u00e8 una virtuale uscita dal mondo. Ulisse \u00e8 trasformato, non \u00e8 pi\u00f9 volont\u00e0 concentrata, inscalfibile, che ha percorso il viaggio all\u2019indietro, ma distrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi divaga viene cacciato via dal giorno. Chi sono dunque i dormienti? Non un individuo ma un gruppo sociale che ha sciolto i legami con la societ\u00e0, \u00ad- una e un sopravvissuto della grande perdita. Chi dorme appartiene alla storia parallela delle incrinature, delle ferite aperte e dei vuoti vicini. Il sonno affronta questa storia che la veglia non potrebbe sopportare e che al risveglio si rimargina. Ogni desiderio proviene da un abbandono, quando il volto dell\u2019amante \u00e8 perfetto e si sa che il giorno lo far\u00e0 scomparire. Persone morte si affacciano con i loro tratti di estrema giovent\u00f9 o di vecchiaia ma non parlano a chi li sogna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso il sogno registra il divenire e la scrittura lo fa rinvenire nella differenza con quanto \u00e8 accaduto. Scrivere i sogni al mattino \u00e8 esercizio terapeutico ma quando la pratica entra nel dominio dell\u2019utile e diventa prosa letteraria la guarigione \u00e8 piegata alla prosa del mondo che il mercato editoriale, anche quello pi\u00f9 indipendente, divora per erogare reddito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La poesia si sottrae a questa cattura e rimane, rivendicandola, parte della fonte anonima del delirio, del sogno e del desiderio. Da ora in poi allora, il compito della scrittura sar\u00e0 sottrarre il romanzo e il racconto all\u2019intento predatorio della selezione editoriale, non sognando un altro mercato ma provando a lavorarlo, a investirlo, ad usarlo e ad esserne usate e usati \u2013 in vista del sogno e del piacere, laddove Kafka, Benjamin, Foucault, Deleuze e Guattari, insieme a el-Wardany godono la felicit\u00e0 maggiore di un sapere comune.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nazione Indiana 20\/08\/2026 Haytham el-Wardany, scrittore e traduttore egiziano dissidente vive a Berlino ed \u00e8 autore di prose filosofiche di rara bellezza. 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