{"id":1691,"date":"2026-10-15T10:31:18","date_gmt":"2026-10-15T08:31:18","guid":{"rendered":"https:\/\/archivista.info\/?p=1691"},"modified":"2026-10-15T10:38:10","modified_gmt":"2026-10-15T08:38:10","slug":"corpi-in-esilio-nella-terra-del-sovrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/2026\/10\/15\/corpi-in-esilio-nella-terra-del-sovrano\/","title":{"rendered":"Corpi in esilio nella terra del sovrano*"},"content":{"rendered":"<style>.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_14d0c7-bd, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_14d0c7-bd[data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_14d0c7-bd\"]{text-align:right;font-size:var(--global-kb-font-size-lg, 2rem);font-style:normal;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_14d0c7-bd mark.kt-highlight, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_14d0c7-bd[data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_14d0c7-bd\"] mark.kt-highlight{font-style:normal;color:#f76a0c;-webkit-box-decoration-break:clone;box-decoration-break:clone;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_14d0c7-bd img.kb-inline-image, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_14d0c7-bd[data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_14d0c7-bd\"] img.kb-inline-image{width:150px;vertical-align:baseline;}<\/style>\n<p class=\"kt-adv-heading1691_14d0c7-bd wp-block-kadence-advancedheading\" data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_14d0c7-bd\">*<a href=\"https:\/\/www.nazioneindiana.com\/2026\/10\/12\/corpi-in-esilio-nella-terra-del-sovrano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nazione Indiana<\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/xinyu-li-HruBwWFcPC0-unsplash-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1695\" style=\"aspect-ratio:1.4992465637836523;width:657px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/xinyu-li-HruBwWFcPC0-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/xinyu-li-HruBwWFcPC0-unsplash-300x200.jpg 300w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/xinyu-li-HruBwWFcPC0-unsplash-768x512.jpg 768w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/xinyu-li-HruBwWFcPC0-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/xinyu-li-HruBwWFcPC0-unsplash-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/xinyu-li-HruBwWFcPC0-unsplash-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n<style>.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_0, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_0[data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_b0cce5-3e_0\"]{font-style:normal;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_0 mark.kt-highlight, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_0[data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_b0cce5-3e_0\"] mark.kt-highlight{font-style:normal;color:#f76a0c;-webkit-box-decoration-break:clone;box-decoration-break:clone;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_0 img.kb-inline-image, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_0[data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_b0cce5-3e_0\"] img.kb-inline-image{width:150px;vertical-align:baseline;}<\/style>\n<p class=\"kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_0 wp-block-kadence-advancedheading\" data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_b0cce5-3e_0\"><em>Il corpo della politica<\/em>, ultimo saggio di Giorgio Agamben, riprende e condensa alcuni argomenti cruciali della riflessione filosofico-politica che negli anni scorsi sono stati oggetto di acceso confronto teorico, con qualche ricaduta sulle pratiche di contrasto alle attuali tecnologie di governo della vita.<br>Si tratta di argomenti che sono stati fonte di polemiche consumate prima del COVID che ha segnato la definitiva rottura tra i fautori di una indiscriminata libert\u00e0 di \u2018cura\u2019 e coloro che, pur mettendo in discussione le ingiunzioni dello stato ad immunizzarsi, hanno adottato un criterio di prudenza dando priorit\u00e0 alle fragilit\u00e0 collettive di fronte alla dismissione del sistema sanitario pubblico e meno alla rivendicazione di un\u2019esigenza assoluta di mobilit\u00e0 individuale. Questo per\u00f2 non giustifica i beceri attacchi che Agamben ha subito, soprattutto da chi si professa libertario\/a o da paludati \u201cfilosofi\/e\u201d accademici che hanno c\u00f2lto l\u2019occasione dell\u2019obbligo di vaccino e di greenpass per regolare con lui i conti che non sono mai stati in grado di fare sul piano filosofico-politico.<br>Sono comunque i corpi ad essere catturati dall\u2019attuale politica mondiale che \u00e8 guerra planetaria per l\u2019estinzione. Un tecno-suprematismo miliardario ha introdotto su larga scala il razzismo di stato, emergente del resto nel regime di guerra permanente inaugurato agli inizi degli anni 2000, ha fomentato il genocidio e presidia la catastrofe ambientale gi\u00e0 avvenuta tramite riarmo e industria fossile, alimenta il capitalismo della sorveglianza con il controllo algoritmico dell\u2019esistenza e distrugge le possibilit\u00e0 di immaginario.<br>In questo scenario la filosofia politica al tramonto ha fatto brillare l\u2019ultimo raggio di luce nella circoscrizione destituente del fondamento rivelatosi fantasma epocale. Che sia stata giustificazione o registrazione delle forme di potere poco conta. Sono la sua realt\u00e0, il suo luogo, la sua funzione, il suo gioco teorico e storico e i suoi discorsi ad essere ormai in archivio.<br>Per chiunque pensa oggi, non si tratta di continuare o riattivare o criticare le asserzioni filosofico-politiche del passato o le ricerche del presente; e neanche di recuperare dalla tradizione della teoria politica ci\u00f2 che sarebbe utile alla sua ricostruzione. Ma non si tratta neanche di prospettare una forma di vita politica una volta disfatte le grandi argomentazioni sulla sovranit\u00e0, sulle forme di governo e sul diritto internazionale. <br>La questione della filosofia e della filosofia politica oggi \u00e8 \u201cfare una mappa dell\u2019abisso e di una possibile via di fuga\u201d. Franco \u201cBifo\u201d Berardi con la consueta lucidit\u00e0 ne ha c\u00f2lto il movimento in Disertate. \u201cSolo la diserzione \u00e8 strategicamente razionale, eticamente accettabile e capace di restituire carattere collettivo all\u2019azione, anche se l\u2019azione consiste nel non agire\u201d. <br>Se la filosofia politica cerca nelle societ\u00e0 le forze culturali e politiche in grado di disattivare la violenza distruttiva, la diserzione \u00e8 quella forza capace di sottrarsi \u201cdall\u2019ordine automatico della guerra&#8230;ma anche dall\u2019ordine automatico della competizione, del lavoro salariato e del consumismo&#8230;\u201d. L\u2019abbandono di ogni campo di battaglia non significa inazione, ma prassi negli interstizi di societ\u00e0 disfatte, vita in esilio dal mondo.<br>In questa posizione esistenziale, che non \u00e8 mai individuale, consiste oggi la realt\u00e0 della filosofia. Questa realt\u00e0 \u00e8 quella di una filosofia dopo Gaza. La realt\u00e0 del pensiero, cio\u00e8 il fatto di poter continuare a pensare \u00e8 \u2018dopo Gaza\u2019. Gaza, che lo si voglia o no, \u00e8 il luogo, il discorso e il reale possibile della filosofia.<br>Fatta questa necessaria premessa leggiamo il saggio di Agamben, seguito da una conferenza sulla d\u00e9bacle dell\u2019Europa tenuta nel 2024, come occasione di memoria dei temi che erano al centro della filosofia politica pi\u00f9 avvertita negli ultimi due decenni: la tradizione della teologia politica, la moltitudine e l\u2019esodo, l\u2019inoperosit\u00e0 e la prassi, il comune e l\u2019anarchia, la cura, l\u2019uso dei corpi.<br>A differenza delle facili espressioni di una prassi destituente, questo passaggio ha significato il corpo a corpo con le possibilit\u00e0 di un <em>essere comune<\/em>. Il punto di crisi, attraversato almeno dagli inizi degli anni 2000, risale niente di meno che all\u2019\u2018annus terribilis\u2019 del \u2018900, il \u201977, che segna l\u2019esodo dalla societ\u00e0 del lavoro, pronunciato e praticato in due direzioni ancora attuali: il desiderio, che continua a disdire il corpo dell\u2019uomo al maschile preferendo un femminile singolare generico, e una politica non statale nel tempo del capitale algoritmico.<br>Si tratta di una pratica nomade della filosofia secondo il criterio indicato da Michel Foucault nella lettura di Nietzsche: fare la diagnosi del presente, muoversi nello spazio della lotta e della verit\u00e0. <br>Nella sequenza filosofico-politica dell\u2019 &#8216;homo sacer&#8217; Agamben ha mostrato che il dispositivo teologico-politico che ha governato l\u2019occidente ha esercitato un potere ambivalente sulla doppia superfice del corpo e del linguaggio. Sulla superfice dei corpi il potere cattura \u2018gi\u00e0 da sempre\u2019 la nuda vita; ma \u00e8 sulla superfice del linguaggio che il potere produce \u2018qui e ora\u2019 con diverse tecnologie di governo, un ordine del discorso in cui circola, si alimenta, viene scambiato e produce soggettivazione.<br>Gli a-priori storici delle epoche dell\u2019occidente delimitano i rapporti tra corpi e linguaggio dislocandoli nelle diverse invenzioni giuridiche e nelle istituzioni politiche. Ma gli stessi corpi detengono un potere di sospensione della realt\u00e0 a cui sono legati, dovuto ad una forza, un impulso a permanere nel proprio essere che non \u00e8 una essenza ma un\u2019affettivit\u00e0, un\u2019apertura. Il conatus, scrive Agamben, mette radicalmente in questione \u201cla concezione sub-stanziale dell\u2019essere\u201d: \u00e8 intensit\u00e0,  tensione, movimento, non forma compiuta. Si tratta di un movimento inerte, di una forza virtuale in cui moto e quiete si indistinguono.<br>Nel primo cristianesimo la Chiesa assume il corpo come comunit\u00e0 della parrocchia (<em>paroikia<\/em>) che \u00e8 soggiorno dell\u2019esule. Il corpo rimane comune nella comunione con il corpo di Cristo. Questo corpo \u00e8 il corpo mistico che non tollera separazione dal corpo naturale. <br>Nella progressiva separazione di filosofia e teologia, Plotino assume la vita filosofica come \u2018fuga di un solo presso un solo\u2019 in vista della felicit\u00e0. Ma il movimento vero di trasformazione comporta comunque l\u2019 \u2018uscita da s\u00e9\u2019 non la residenza del soggetto in uno stato filosofico inespugnabile. <br>Per Dante l\u2019esilio \u00e8 la figura della moltitudine come potenza politica. Si tratterebbe di una potenza anarchica comunque interna allo stato. Ma, aggiungiamo, il punto di crisi di questa identificazione consiste proprio nell\u2019anarchia se considerata come stato politico della moltitudine che perde cos\u00ec la tensione del movimento in comune.<br>Il corpo diviene politico solo nella modernit\u00e0, quando \u00e8 scisso nel corpo naturale e nella persona ficta che abolisce la pluralit\u00e0 dei singoli. Allora la filosofia politica si costituisce come scienza autonoma della ragion di stato che dispone una serie di tecniche, procedure e norme di amministrazione che forgiano l\u2019identit\u00e0 dello stato e del sovrano. <br>Per Hobbes la dinamica finita dei corpi promuove la logica infinita del patto che incatena i sudditi al Dio mortale nella finzione del sovrano, macchina automatica del comando. Il popolo, che \u00e8 tale perch\u00e9 \u201cvuole attraverso la volont\u00e0 di uno solo\u201d, implica il sovrano nel rapporto di comando-obbedienza dei sudditi. Una volta ceduti volontariamente i propri diritti di natura, la moltitudine \u201cnon pu\u00f2 in alcun modo pretendere di sciogliersi dal patto\u2026\u201d. Siamo in prossimit\u00e0 di quell\u2019insieme di trasformazioni del potere in cui il corpo \u00e8 \u201cpreso\u201d all\u2019interno dei dispositivi di governo della vita. <br>Sar\u00e0 Spinoza a dare la cauzione pi\u00f9 adeguata all\u2019impulso dei corpi. La natura affettiva del corpo sottrae l\u2019organico alla cattura del sovrano. La libert\u00e0 distanzia i rapporti tra i corpi dalla necessit\u00e0 dello stato, ed \u00e8 un fenomenologia degli affetti a rendere ragione del corpo politico. Infatti, \u201cil diritto sovrano\u2026non \u00e8 altro che il diritto di natura, determinato non da ciascuno ma dalla moltitudine, la quale \u00e8 guidata come da una sola mente\u201d. Da quel momento l\u2019esilio diviene via di fuga dal comando del potere sovrano. Siamo all\u2019inizio della storia delle soggettivazioni che rovesceranno il corpo politico in politica dei corpi: un impulso ingovernabile a permanere nel movimento che trasforma. La storia dei conflitti insegna che quando \u2018il verbo si fa carne\u2019 il corpo della politica si rovescia in politica dei corpi in grado di insidiare il sovrano. <br>Per questo \u2018dopo Gaza\u2019 non ci sono altre filosofie, non ci sono altri esercizi filosofico-politici, non c\u2019\u00e8 un\u2019altra realt\u00e0 della filosofia, bench\u00e8 si continui a pensare, a produrre discorso, a pubblicare una saggistica e a trattare temi filosofici. <br>Dopo Gaza la filosofia \u00e8 \u2018palestinese\u2019 non per l\u2019identit\u00e0 locale di filosofi, artiste e poetesse palestinesi che continuano comunque ad essere invisibili, ma perch\u00e8 quei corpi in esilio, violati, deportati, bombardati di bambini sono corpi di giustizia, corpi nel senso che ogni loro pensiero e ogni loro gesto manda in archivio le forme teorico-politiche pensate in occidente: la comprensione dell\u2019\u2018altro\u2019, la logica di destino del pensiero, persino la convivialit\u00e0 e le ultime fandonie sul caos e sul cosmo.<br>Dopo Gaza la filosofia \u00e8 diventata pensiero mondiale dal suo luogo di massacro. La sua inesistenza per l\u2019occidente \u00e8 diventata questione permanente di vita o di morte, questione vitale, cio\u00e8 questione di vita delle popolazioni. Il pensiero \u2018palestinese\u2019 \u00e8 etica ed estetica, \u00e8 una forma di vita filosofica in cui presenza e poesia si indistinguono. Si tratta di una filosofia del sumud, che \u00e8 resistenza in esilio permanente, impulso a permanere nel proprio stato, conatus.<br>Mahmud Darwish ha cantato i corpi in esilio: \u201cLa tenda \u00e8 un corpo fragile,\/&#8230;apre le porte su un vuoto infinito,\/ ruba il calore dell\u2019istante\/e lascia dietro di s\u00e8 un silenzio tremante.\/ la tenda non \u00e8 una casa, \u00e8 una promessa d\u2019attesa,\/&#8230;su una terra che non porta il tuo nome\/&#8230;\u201d. <br>In <em>Canta Palestina<\/em>, dedicata all\u2019attivista e pacifista Vittorio Arrigoni, ucciso a Gaza dai salafiti nel 2011, il musicista Enzo Avitabile in napoletano e la cantante palestinese Amal Murkus in arabo cantavano: \u201c&#8230;Come sono alte le stelle a Betlemme\/&#8230;Quanto sono bagnati i fiori di Betlemme\/&#8230;E il sole e la luna mescolano i colori\/&#8230;E chi di speranza vive\/Disperato non muore&#8230;\u201d. <br>Haidar al-Ghazali scrive \u201c&#8230;Mi vergogno del mio petto\/ ancora unito alle braccia e alla testa\/&#8230;E mi vergogno quando passo, tutto intero, davanti a una donna\/che raccoglie i brandelli di ci\u00f2 che resta\/del suo bambino.\/&#8230;\u201d.       <br>La poetessa Hend Joudah canta: \u201cCosa significa essere poeta in tempo di guerra?\/ Significa chiedere scusa,\/ &#8230;agli alberi bruciati,\/ agli uccelli senza nidi, alle case schiacciate&#8230;\/ Cosa significa essere al sicuro in tempo di guerra?\/ Significa vergognarsi,\/del tuo sorriso,\/del tuo calore,\/ dei tuoi vestiti puliti,\/&#8230;della tua tazza di caff\u00e8\/&#8230;\u201d.<br>La filosofia palestinese \u00e8 anche filosofia ebraica perch\u00e8, come di recente ha osservato il filosofo \u00c9tienne Balibar \u201c\u00e8 esempio del dovere che hanno oggi gli ebrei di tutto il mondo di dissociarsi dalla politica israeliana e di rafforzare la lotta dei palestinesi\u201d. Pensare \u2018dopo Gaza\u2019, ha scritto \u2018Bifo\u2019, \u201csignifica prendere atto del tradimento della cultura ebraica da parte del gruppo dirigente sionista e da parte della grande maggioranza del popolo israeliano: il fallimento della ragione universalista e il tradimento della cultura ebraica moderna sono le due facce della stessa medaglia\u201d. <br>In un testo recente, <em>Nell\u2019abisso<\/em>, lo storico Omer Bertov ricostruisce il processo che ha trasformato il sionismo in teoria politica etno-nazionalista di sterminio, mente la storica Anna Foa in <em>Il suicidio di Israele<\/em> ricostruisce le trasformazioni del sionismo come ideologia dello stato nazionale che fin dalle prime formulazioni alla met\u00e0 del XIX secolo ha rotto con la diaspora che chiama <em>galut<\/em> (esilio) e propone un progetto di stato \u201cche non ha mai fatto parte della costruzione filosofica del mondo ebraico\u201d.<br>Conveniamo dunque con lo storico Ilan Papp\u00e9 che nel recente saggio La fine di Israele indica la possibilit\u00e0 di una politica dell\u2019avvenire attraverso un processo di giustizia riparativa sull\u2019esempio del Sudafrica; ma fino a quando durer\u00e0 la cornice attuale dello stato di Israele \u201cnon c\u2019\u00e8 speranza di porre fine al negazionismo israeliano sul sionismo come un progetto politico intrinsecamente violento&#8230;\u201d.<br>Per questo la filosofia politica ha da curare, raccontandola, la vita dei corpi.<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_1, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_1[data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_b0cce5-3e_1\"]{font-style:normal;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_1 mark.kt-highlight, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_1[data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_b0cce5-3e_1\"] mark.kt-highlight{font-style:normal;color:#f76a0c;-webkit-box-decoration-break:clone;box-decoration-break:clone;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_1 img.kb-inline-image, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_1[data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_b0cce5-3e_1\"] img.kb-inline-image{width:150px;vertical-align:baseline;}<\/style>\n<p class=\"kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_1 wp-block-kadence-advancedheading\" data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_b0cce5-3e_1\">Riferimenti<\/p>\n\n\n<style>.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_2, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_2[data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_b0cce5-3e_2\"]{font-style:normal;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_2 mark.kt-highlight, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_2[data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_b0cce5-3e_2\"] mark.kt-highlight{font-style:normal;color:#f76a0c;-webkit-box-decoration-break:clone;box-decoration-break:clone;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;}.wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_2 img.kb-inline-image, .wp-block-kadence-advancedheading.kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_2[data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_b0cce5-3e_2\"] img.kb-inline-image{width:150px;vertical-align:baseline;}<\/style>\n<p class=\"kt-adv-heading1691_b0cce5-3e_2 wp-block-kadence-advancedheading\" data-kb-block=\"kb-adv-heading1691_b0cce5-3e_2\">AA.VV., <em>Il loro grido \u00e8 la mia voce. Poesie da Gaza<\/em>, Fazi editore, Roma 2025.<br>Giorgio Agamben, <em>Il corpo della politica<\/em>, Bollati Boringhieri editore, Torino 2026.<br>Luca Baccelli, <em>Autocrati e liberali, il piano inclinato della guerra giusta<\/em>, \u201cIl manifesto\u201d, 20\/08\/2026.<br>Omer Bartov, <em>Nell\u2019abisso. Dal sionismo al genocidio. La sconfitta morale di Israele<\/em>, Editori Laterza, Bari-Roma 2026.<br>Franco Berardi \u201cBifo\u201d, <em>Disertate<\/em>, Timeo edizioni, Roma 2023.<br>F. Berardi \u201cBifo\u201d, <em>Pensare dopo Gaza. Saggio sulla ferocia e la terminazione dell\u2019umano<\/em>, Timeo edizioni, Roma 2024.<br>Didier Fassin, <em>Una strana disfatta. Sul consenso all\u2019annientamento di Gaza<\/em>, Feltrinelli, Milano 2026.<br>Anna Foa, <em>Il suicidio di Israele<\/em>, Laterza editore, Roma-Bari 2024.<br>Silvia Lippi, <em>Canta Palestina! L\u2019inconscio di fronte al massacro di un popolo<\/em>, Ombrecorte, Bologna 2026.<br>Ilan Papp\u00e9, <em>La fine di Israele<\/em>, Fazi Editore, Roma 2025.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>*Nazione Indiana Il corpo della politica, ultimo saggio di Giorgio Agamben, riprende e condensa alcuni argomenti cruciali della riflessione filosofico-politica che negli anni scorsi sono stati oggetto di acceso confronto teorico, con qualche ricaduta sulle pratiche di contrasto alle attuali tecnologie di governo della vita.Si tratta di argomenti che sono stati fonte di polemiche consumate&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":454,"featured_media":1695,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"wpai_generated_summary":"","_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[3],"tags":[74,185,187,127,186],"class_list":["post-1691","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-critica","tag-agamben","tag-corpi-e-linguaggio","tag-filosofia-dopo-gaza","tag-spinoza","tag-storia-della-filosofia-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1691","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/454"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1691"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1691\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1699,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1691\/revisions\/1699"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1695"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1691"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1691"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1691"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}