{"id":44,"date":"2025-10-01T13:51:39","date_gmt":"2025-10-01T11:51:39","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost:8888\/l&#039;archivista\/?p=1"},"modified":"2026-03-14T19:36:32","modified_gmt":"2026-03-14T18:36:32","slug":"nel-laboratorio-della-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/2025\/10\/01\/nel-laboratorio-della-guerra\/","title":{"rendered":"Nel laboratorio della guerra"},"content":{"rendered":"\n<p>Paolo Vernaglione Berardi<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/abstract-6328827_1280-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-500 size-full\" srcset=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/abstract-6328827_1280-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/abstract-6328827_1280-300x200.jpg 300w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/abstract-6328827_1280-768x512.jpg 768w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/abstract-6328827_1280.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p>Pochi dati bastano per ricordare ci\u00f2 che \u00e8 di dominio pubblico. Il folle riarmo deciso dall\u2019Unione Europea consta di 800 miliardi, reali o virtuali poco conta perch\u00e8 sottratti a sanit\u00e0, conversione ecologica, istruzione e servizi sociali. <\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>E sono soldi a debito. Il piano \u201cRe-arm Europe\u201d (\u201cReadiness 2030\u201d) propone di mobilitare gli 800 miliardi attraverso un nuovo strumento di prestito da 150 miliardi di euro (SAFE), il riorientamento dei fondi di coesione, la mobilitazione di capitali privati e un maggior sostegno della Banca Europea degli Investimenti. L\u2019effetto della proposta \u00e8 stato il riarmo della Germania e l\u2019idea della Francia di condividere la propria capacit\u00e0 nucleare nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 2021 i fondi destinati ai programmi militari sono aumentati di circa il 350%. Nel 2024 le spese nazionali aggregate dei paesi UE della NATO sono aumentati a pi\u00f9 di 40 volte il totale dei fondi per il settore militare stanziati dall\u2019Unione Europea. L\u2019Ucraina ha ottenuto dal Fondo Europeo per la Pace (sic!), il pi\u00f9 grande programma in ambito militare, 5,6 miliardi di euro di forniture militari (fonte <a href=\"https:\/\/sbilanciamoci.info\/europa-a-mano-armata-il-libro-contro-il-riarmo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sbilanciamoci!<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>La pressione per sviluppare un profilo di difesa adeguato per l\u2019UE \u00e8 stata intensificata nel corso della prima elezione di Trump (2016) che ha messo in discussione il futuro della NATO in Europa e le politiche transatlantiche. D\u2019altra parte la guerra in Ucraina ha accelerato l\u2019espansione della NATO a est su richiesta di Svezia, Finlandia e paesi baltici, noti per le posizioni integraliste nei confronti della Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2024 la Svezia \u00e8 entrata nella NATO e la spesa militare \u00e8 aumentata del 34%, raggiungendo i 12 miliardi e il 2% del PIL. La Polonia ha raggiunto i 38 miliardi con aumento del 31% (4,2% del PIL).<\/p>\n\n\n\n<p>La crescita vertiginosa delle spese per le iniziative di difesa testimonia la trasformazione dell\u2019Europa da progetto di pace ad attore militare. La Commissione \u00e8 il principale attore del riarmo. Tra il 2017 e oggi ha speso 6,836 miliardi del bilancio europeo per la difesa. Dei 1200 miliardi del bilancio 2021-2027, il rapporto \u201cSafer Together\u201d propone di destinare 240 miliardi alla militarizzazione dell\u2019UE. La gran parte di questi fondi \u00e8 destinata alle principali aziende militari: Thales, Leonardo, Airbus, Indra, Saab, Diehl, Rheinmetall che sono tra le prime 25 imprese beneficiarie di progetti del Fondo Europeo di Difesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina la Commissione ha sfruttato la situazione intervenendo per facilitare l\u2019acquisto comune di materiale militare: munizioni, difesa aerea e sistemi d\u2019arma. Secondo i piani della Commissione Europea, gli stati membri devono destinare almeno il 50% del loro budget per gli acquisti verso fornitori con sede nell\u2019UE entro il 2030 e il 60% entro il 2035 (fonte Sbilanciamoci!)<\/p>\n\n\n\n<p>La postura di politica militare dell\u2019Unione Europea comporta diversi effetti: la mutazione rapida della geopolitica atlantica che archivia il mondo bipolare formato alla fine della seconda guerra mondiale. La riattivazione della guerra delle razze e del razzismo di stato come a-priori storico del XXI secolo. La trasformazione dei rapporti tra diritto e politica e tra diritto pubblico ed esercizio del potere. La fine del diritto internazionale in vigore nella seconda met\u00e0 dello scorso secolo. Un discorso strategico di uso della ferocia e della crudelt\u00e0 come arma di distruzione che giustifica il genocidio, la pulizia etnica, la detenzione, la deportazione e la securizzazione dei territori sottoposti a sorveglianza continua.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa attuale costituzione dei rapporti tra gli stati non pu\u00f2 essere interpretata esclusivamente in termini di sfruttamento e repressione. Accanto o al di sopra di questi effetti appare la trasformazione della governamentalit\u00e0, cio\u00e8 delle tecnologie di governo delle popolazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte questa evidenza si articola su un insieme di discorsi che hanno molto poco a che fare con il potere di stato. Il discorso delle destre razziste, il discorso securitario, della deportazione e della criminalizzazione, non sembra essere il discorso del potere sovrano che dall\u2019alto e da lontano impone, controlla e reprime. Sembra invece che un insieme di discorsi di societ\u00e0, discorsi di poteri sociali che provengono dal popolo e che rispondono a esigenze popolari sia il costituente primo di istanze di verit\u00e0. La critica del mercato globale, la distruzione della cittadinanza acquisita, la destituzione del diritto internazionale e della giurisdizione dei crimini di guerra, la difesa della razza, del territorio, delle radici e della patria, la produzione di una verit\u00e0 mediata dalla comunicazione contro le false verit\u00e0 dell\u2019informazione e le falsit\u00e0 sulla situazione economica; questo insieme di discorsi produce un valore sociale di verit\u00e0 che circola. Per un verso \u00e8 una rivendicazione generale di provenienza delle societ\u00e0 globalizzate da stati nazionali protetti da frontiere e costituiti in vista della concorrenza mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per altro verso \u00e8 una denuncia dell\u2019universalismo dei diritti e delle libert\u00e0, dei diritti innati universali e della falsa rappresentazione di un\u2019umanit\u00e0 mondiale, ed \u00e8 una denuncia delle reali condizioni sociali ed economiche di una maggioranza della popolazione mondiale; \u00e8 la denuncia rabbiosa dell\u2019impoverimento mondiale, della caduta nella povert\u00e0 ad opera delle tecnologie liberali di governo e delle ricette neoliberali di distruzione dello stato sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Contro tutto questo negli Stati Uniti \u00e8 stato eletto Trump e contro tutto questo le destre razziste e neonaziste aumentano i consensi. I trumpiani accusano le elite liberali di aver tradito il popolo americano e le accusano di essere responsabili di 30 anni di dissesto economico, sociale e strategico. Le accusano di essersi arricchite a spese della classe media.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo storico Harry D. Harootunian rileva che l\u2019esercizio autoritario di governo sulla popolazione \u00e8 una risposta mutevole a specifiche congiunture storiche che hanno poco a che fare con un passato sepolto, o con repliche della storia. Gli attuali processi di distruzione delle libert\u00e0 e delle differenze in nome della libert\u00e0 trovano ragione nell\u2019esercizio di un \u201cnon-stato\u201d piuttosto che nell\u2019eredit\u00e0 del fascismo storico. Kevin Roberts, presidente della Heritage Foundation, \u00e8 l\u2019artefice del \u201cProject 2025\u201d, 900 pagine di provvedimenti che Trump ha adottato. L\u2019anno scorso Roberts ha scritto un libro, <em>Le prime luci dell\u2019alba. Riprendiamoci Washigton per salvare l\u2019America<\/em>, in cui invoca una seconda rivoluzione americana. La sua teoria si chiama \u201ccombattere il fuoco con il fuoco\u201d. E\u2019 in corso una cospirazione contro la natura. I liberali vogliono cancellare le tradizioni, gli affetti, la famiglia, il corpo umano. Per evitare questo bisogna appiccare un incendio controllato, per portare al potere quello che chiama il \u201cpartito della creazione\u201d. Questo partito \u00e8 un\u2019alleanza tra tradizionalisti, evangelisti cattolici e tecnofuturisti. La nazione inizia \u201ca cena\u201d, in famiglia. La famiglia riunita \u00e8 la nazione contro le minacce. Nella famiglia c\u2019\u00e8 la rigenerazione della nazione. Bisogna fare a meno degli immigrati, aumentare le entrate fiscali che ridurranno il debito pubblico; bisogna riattivare la propensione ad innovare; ci vogliono pi\u00f9 reclute per le forze armate e bisogna costruire pi\u00f9 edifici e infrastrutture. Roberts ha insegnato e ha fondato scuole cattoliche. Scuole e Universit\u00e0 hanno deculturato l\u2019America, forniscono un\u2019istruzione materialista, addestrano attivisti e producono l\u2019ideologia \u201cgender\u201d. Da questa idea vengono i tagli al Dipartimento dell\u2019Istruzione ordinati da Trump. Nella sua agenda ci sono la modifica dei poteri del presidente, approvata di recente dalla Corte Suprema.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel libro di Roberts troviamo i discorsi di societ\u00e0 per una controrivoluzione in nome del popolo. Ma questi discorsi sono opera di un\u2019altra elite che non si differenzia dall\u2019elite democratica e finanziaria che ha governato i 25 anni del nuovo secolo e sono discorsi che articolano una potenza militare e tecnologica ingovernabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il regime di guerra, divenuto discorso di verit\u00e0 dei partiti reazionari e xenofobi, dei leader ultraliberisti &nbsp;contro la falsa rappresentazione del mondo del globalismo neoliberale e contro gli effetti devastanti di 50 anni di applicazione della <em>lex mercatoria<\/em> rivela gli effetti distruttivi del potere finanziario, oggi filtrato attraverso il discorso del leader, il discorso del \u201ccapo\u201d, il suo volto, le sue parole truci, i gesti, le esibizioni di arroganza buffonesca. In questo senso il discorso di verit\u00e0 e di propaganda, il disprezzo truce e la vendetta contro il globalismo, le differenze, le identit\u00e0 e le alterit\u00e0 sono discorsi di societ\u00e0 filtrati attraverso il presidente, che \u00e8 la figura di una rivolta al fondo della quale c\u2019\u00e8 la guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra delle razze disarticola la razionalit\u00e0 economica e le applicazioni del liberalismo e impone una transizione egemonica, secondo le parole dello storico dell\u2019economia Giovanni Arrighi, dagli esiti in gran parte imprevedibili. E\u2019 dunque lungo la doppia linea dell\u2019evoluzione del liberalismo e dell\u2019intensificarsi del diritto penale che cerchiamo la provenienza delle attuali tecnologie di governo che operano nella crisi dell\u2019egemonia statunitense.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Corso al Coll\u00e8ge de France del 1977-\u201978, <em>Nascita della biopolitica<\/em>, Michel Foucault prende in esame il liberalismo che prima di essere un pensiero politico o una teoria economica, \u00e8 una tecnologia di governo della societ\u00e0. Citando Polany, Foucault osserva che la funzione principale di una giurisdizione \u00e8 governare l\u2019ordine spontaneo della vita economica. Legge e ordine. \u201cLaw and order\u201d. Legge e ordine prima di essere lo slogan delle destre e della polizia statunitense, \u00e8 un\u2019espressione il cui senso \u00e8 che lo stato interviene nell\u2019ordine economico solo sotto forma di legge&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo insieme di effetti inaugura il neoliberismo statunitense che presenta alcune differenze rispetto a quello tedesco degli anni Cinquanta del \u2018900 che si \u00e8 esteso in Europa. Il neoliberismo americano si \u00e8 affermato in contestazione al New Deal e alle politiche keynesiane. Nel 1934, il \u201cpadre\u201d della \u201cScuola di Chicago\u201d, Henry C. Simons scrive <em>A positive program for laissez-faire<\/em>, in cui propone politiche attive di costituzione del mercato e del mercato del lavoro, in opposizione alla passivit\u00e0 delle politiche economiche dirette e regolate dallo stato. Il secondo elemento di contestazione della scuola di Chicago \u00e8 il piano Beveridge elaborato in Inghilterra durante la guerra e che ha introdotto quelli che Foucault chiama \u201cpatti di guerra\u201d, cio\u00e8 \u201ctu vai al fronte e ti fai uccidere con la promessa che conserverai il posto di lavoro fino alla morte\u201d&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>In questa costruzione gli elementi distintivi del neoliberismo che alla fine degli scorsi anni Settanta si sono estesi in Europa, sono il \u201ccapitale umano\u201d con il corredo della teoria della \u201cforma-impresa\u201d e dell\u2019 \u201cimprenditore di s\u00e9\u201d e la legislazione penale in rapporto alla criminalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201ccapitale umano\u201d per i neoliberali come Robbins, Schultz, Becker, \u00e8 l\u2019insieme dei comportamenti di un soggetto economico attivo. Questa definizione proviene da una generale rielaborazione del campo economico che agli inizi degli anni trenta \u00e8 definito da Robbins come il campo del comportamento umano inteso come una relazione tra fini e mezzi rari che hanno utilizzazioni che si escludono reciprocamente. Le teorie classiche, da Smith a Ricardo a Marx, affermano i neoliberali, non hanno considerato il lavoro nella sua concreta funzione. Ma se si considera il lavoro dal punto di vista del lavoratore in quanto soggetto attivo, il lavoro non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019elemento cardinale della produzione, ma \u00e8 funzione di un reddito. Chi lavora percepisce un salario e un salario \u00e8 un reddito. Si lavora per avere un reddito e un reddito \u00e8 il prodotto o il rendimento di un capitale. Capitale umano. Il lavoro non \u00e8 una merce ridotta a forza-lavoro e tempo impiegato, ma \u00e8 un\u2019attitudine, una competenza; come dicevano gli antichi liberali, \u00e8 una \u201cmacchina\u201d. La competenza \u00abfa tutt\u2019uno con il lavoratore; il lavoro \u00e8 una macchina che produce flussi di reddito\u00bb. La macchina ha una durata vitale fino all\u2019obsolescenza, cio\u00e8 alla vecchiaia. La macchina sar\u00e0 remunerata con redditi bassi all\u2019inizio quindi con redditi che aumentano nella fase di \u201cmiglior funzionamento, per diminuire con l\u2019invecchiamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoratore \u00e8 capitale-competenza, non forza-lavoro e la sua attivit\u00e0 \u00e8 un\u2019\u201cimpresa in s\u00e9\u201d. L\u2019individuo \u00e8 un\u2019impresa, il soggetto del lavoro \u00e8 un\u2019impresa, i lavoratori sono imprese. L\u2019<em>homo oeconomicus <\/em>del neoliberismo \u00e8 imprenditore di s\u00e9 stesso. Non \u00e8 in prima istanza il partener dello scambio come nel liberalismo classico, ma \u00e8 il proprio capitale, la fonte dei propri redditi. Il consumatore \u00e8 un produttore. Il consumo \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 di impresa che produce la soddisfazione dell\u2019individuo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>La forma-impresa si estende a campi e settori extraeconomici che diventano oggetto di mercato, di calcolo, di strategie, l\u2019effetto sociale di questa estensione economica al non-economico \u00e8 l\u2019aumento delle discriminazioni, delle povert\u00e0, del razzismo. Cos\u00ec \u00abnel neoliberalismo\u2026 il <em>laissez faire<\/em> viene rovesciato in un non lasciar fare il governo, in nome di una legge del mercato\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda questione del neoliberismo statunitense riguarda la giustizia penale. Questa questione, che viene affrontata a partire circa dagli anni Sessanta in termini di costi economici della penalit\u00e0, del crimine e dell\u2019insieme dei reati, riverbera nelle azioni e nei provvedimenti attuali: ordini esecutivi, deportazione di immigrati, criminalizzazione delle proteste e delle critiche, militarizzazione delle metropoli, strutture di detenzione, esternalizzazione della detenzione amministrativa, blocchi navali e procedure accelerate di espulsione nella guerra ai migranti, agli irregolari, ai poveri, alle differenze di genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino a ieri, la portata, l\u2019oggetto e il fine dei sistemi penali consisteva nell\u2019applicazione della legge improntata all\u2019analisi dei fattori ambientali e della psicologia ambientale introdotta negli Stati Uniti negli anni Sessanta. Questo processo si \u00e8 manifestato con la pratica politica delle Black Panters ed \u00e8 ci\u00f2 che George Jackson e Angela Davis chiamano \u201csociet\u00e0 carceraria\u201d. La societ\u00e0 carceraria statunitense \u00e8 un insieme di spazi, tempi e localit\u00e0 di controllo in cui l\u2019esercizio del potere \u00e8 esercitato in maniera pi\u00f9 o meno intensa. Lo stato carcerario e il capitalismo razziale sono i modi articolati di includere nel territorio gli spazi esterni e le comunit\u00e0 pi\u00f9 o meno integrate. Libert\u00e0 e diritti interni alla costituzione, sono rinegoziati di continuo all\u2019interno dello stato federale. A proposito delle lotte di liberazione delle comunit\u00e0 afroamericane, Angela Davis scrive che la presa autoritaria dello stato attraverso la detenzione \u00e8 stato ed \u00e8 il modo di impedire \u00abl\u2019autoriproduzione delle comunit\u00e0 nere autonome\u00bb&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Soggettivazione del reato e calcolo di utilit\u00e0 nella struttura giuridica sono le due importanti trasformazioni che in epoca moderna dislocano la penalit\u00e0 all\u2019interno della politica pubblica e d\u2019altra parte limitano il diritto rispetto alla costituzione dell\u2019<em>homo oeconomicus <\/em>e della legge del mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esteriorit\u00e0 del diritto rispetto al potere di stato che ha configurato il rapporto tra diritto e politica fino alla fine del XVIII secolo in Europa, si converte nell\u2019integrazione del diritto all\u2019interno dello stato nel corso del XIX secolo. La penalit\u00e0 subisce una decisiva trasformazione e da strumento di punizione del reato diviene mezzo di coercizione nei confronti di chi ha commesso il reato. Si giudica non il reato ma l\u2019autore del reato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Foucault \u00abnell\u2019equivoco esistente tra una forma di legge che definisce un rapporto con l\u2019atto, e l\u2019applicazione effettiva della legge, che pu\u00f2 riguardare soltanto un individuo\u00bb, si costituisce il soggetto criminale. La produzione del criminale, la produzione di un sapere psichiatrico in campo penale e l\u2019applicazione del calcolo di utilit\u00e0 all\u2019insieme delle condizioni di possibilit\u00e0 dei reati (ambiente, numero dei reati, gestione delle differenze tra i reati) limita lo slittamento dall\u2019<em>homo oeconomicus <\/em>all\u2019<em>homo legalis<\/em>, all\u2019<em>homo penalis<\/em> e all\u2019<em>homo criminalis<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal momento in cui si definisce il crimine come \u00abl\u2019azione commessa da un individuo che accetta di correre il rischio di essere punito dalla legge\u00bb, non ci sar\u00e0 differenza tra un\u2019infrazione del codice della strada e un omicidio premeditato. Il criminale \u00e8 la persona qualunque. Chiunque pu\u00f2 essere un criminale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 di cui si occuper\u00e0 il sistema penale \u00e8 la condotta. Saranno punite le condotte e lo saranno in base ad un calcolo economico vigente all\u2019interno e all\u2019esterno del sistema penale. Ci sar\u00e0 bisogno di un sistema di controllo permanente delle condotte; di un sistema penale che punisce la virtualit\u00e0 degli atti; e ci sar\u00e0 bisogno di una serie di strumenti per l\u2019esercizio effettivo della penalit\u00e0: L\u2019insieme di questi mezzi inaugura l\u2019epoca dell\u2019<em>enforcement <\/em>della legge.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Foucault, l\u2019<em>enforcement<\/em> della legge non \u00e8 il semplice rafforzamento delle misure punitive; \u00e8 l\u2019insieme dei mezzi che dotano la legge di realt\u00e0 sociale e politica: misure di polizia, zelo e competenza dell\u2019apparato di prevenzione e investigativo, severit\u00e0 nell\u2019applicazione della legge, efficacia della punizione, rigidit\u00e0 nella pena applicata che l\u2019amministrazione penitenziaria potr\u00e0 aggravare o attenuare. \u00abL\u2019<em>enforcement<\/em> della legge \u00e8 l\u2019insieme degli strumenti di azione sul mercato del crimine, che oppone all\u2019offerta del crimine una domanda negativa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso un calcolo economico si stabiliscono cos\u00ec le migliori condizioni di esercizio della legalit\u00e0. La legalit\u00e0 deve prevedere un certo tasso di illegalismi. La penalit\u00e0 non \u00e8 l\u2019insieme degli strumenti legali per punire il crimine, ma \u00e8 l\u2019insieme dei mezzi che regolano la soglia tra legale e illegale. A seconda di dove si colloca questa soglia, avremo una estremit\u00e0 di gestione degli illegalismi a cui risponde una estremit\u00e0 di controllo dei territori e una selezione dei soggetti da criminalizzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ruth Wilson Gilmore, docente di geografia, attivista e direttrice del Center for Place, Culture and Politics in un saggio del 1992 sulla rivolta di Watts a Los Angeles, rilevava che i programmi di \u201clegge e ordine\u201d segnano l\u2019inizio del ciclo neoliberale. In riferimento alla crisi dell\u2019egemonia statunitense, Gilmore osserva che l\u2019attuale costituzione autoritaria e razziale degli Stati Uniti deve essere considerata in rapporto alla perdita di capacit\u00e0 egemonica e alla crisi di potere di gestione globale. L\u2019insieme dei processi di razializzazione e dei provvedimenti di deportazione, detenzione ed esercizio della violenza di stato, ha la funzione di rinegoziare libert\u00e0 e diritti lungo la linea di separazione sociale, razziale e di genere che regola i rapporti tra inclusione ed esclusione, tra popolazione e penalit\u00e0, tra libert\u00e0 della e per la ricchezza e criminalit\u00e0 delle povert\u00e0, delle differenze e delle anomalie \u201cbiologiche\u201d, psichiche e sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, l\u2019intensificarsi della penalit\u00e0 \u00e8 l\u2019esercizio di un potere di controllo e di sorveglianza che non coincide con lo stato. Si tratta di un potere pubblico che \u00e8 piuttosto in rapporto con la dispersione dello stato, con la dislocazione autoritaria dei singoli stati e con le iniziative dei governatori, dei giudici e degli influencer. L\u2019estensione della penalit\u00e0 al campo delle libert\u00e0 ridefinisce i rapporti di potere tra governo e popolazione a partire dalla dispersione continua del potere di stato. Gilmore definisce questa pratica di governo, \u201cstato anti-stato\u201d, che \u00e8 una forma di governamentalit\u00e0 che realizza la dismissione delle agenzie federali e dei programmi pubblici di sostegno alla sanit\u00e0 e all\u2019istruzione; disarticola l\u2019amministrazione statale; introduce nella societ\u00e0 un\u2019altra forma di stato non statale. \u00abLo stato cresce con la prospettiva di ridimensionarsi fino a scomparire\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso degli Stati Uniti, la serie di ordini esecutivi, e nel caso dell\u2019Italia i diversi \u201cpacchetti sicurezza\u201d, testimoniano uno stato di anomia in cui il diritto non \u00e8 sospeso ma, al contrario, \u00e8 implementato. Si tratta di un diritto che produce una legalit\u00e0 generalizzata che normalizza le condotte e disloca i diritti dei singoli all\u2019esterno del bisogno di difesa e del bisogno di sicurezza&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Le citt\u00e0 militarizzate, la caccia ai migranti in terra e in mare, l\u2019esternalizzazione delle strutture di detenzione, la tortura, il genocidio, la pulizia etnica, \u00adnonch\u00e8 le normative securitarie, sono i modi di esercizio del potere in rapporto ad un diritto che occupa una posizione marginale rispetto al potere di guerra e di pace. Questa posizione del diritto all\u2019interno degli stati autorizza la sicurezza promuovendola in nome della della protezione del cittadino e regola la soglia di inclusione sociale con misure che eccedono la cornice costituzionale degli stati, rompono la costituzione pattizia all\u2019interno degli stati, sfarinando la divisione dei poteri.<\/p>\n\n\n\n<p>In rapporto al potere di guerra, la realt\u00e0 effettiva della guerra trasforma il diritto internazionale in due modi: subordinando il diritto al potere di guerra e subordinando al diritto l\u2019autodeterminazione dei popoli. Questo cambiamento di posizione del diritto in rapporto al potere pubblico non ha a che fare con la realizzazione di un diritto di guerra sancito secondo norme di proporzionalit\u00e0 nell\u2019uso della forza e non riguarda la limitazione dell\u2019autonomia del diritto da parte del potere. Riguarda piuttosto l\u2019estensione indiscriminata del potere di guerra da parte dei poteri che lasciano il diritto in una posizione residuale rispetto alle norme giuridiche, economiche e costituzionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il diritto internazionale costituito alla fine della seconda guerra mondiale f\u00e0 prevalere i diritti umani sul diritto degli stati e subordina il diritto degli stati all\u2019insieme dei diritti umani. Nel corso degli anni l\u2019articolo 27 del divieto di ingerenza pacifica negli affari di uno stato \u00e8 stato di fatto abrogato in favore dei diritti umani.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il diritto internazionale nato per limitare la guerra non assolve la propria funzione. Le guerre continuano al di sotto e al di l\u00e0 delle prerogative degli stati e delle relazioni tra stati. L\u2019attuale regime di guerra rompe l\u2019intento giuridico del diritto internazionale universalistico, \u2013 rottura che si produce subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. La sequenza della guerra fredda, le guerre imperialiste per procura, le guerre regionali ed etniche, le guerre \u201cumanitarie\u201d e la guerra permanente al terrorismo, hanno mobilitato il diritto internazionale non per rinforzarlo ma per adattarlo ai diversi regimi di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo motivo della fine del diritto internazionale \u00e8 l\u2019evoluzione degli stati rispetto all\u2019autodeterminazione dei popoli. Il principio dell\u2019autodeterminazione dei popoli \u00e8 stato surclassato sia dal diritto degli stati nazionali che dalle norme del diritto internazionale che considerano i diritti umani individuali superiori alle decisioni eventuali delle popolazioni rispetto alla forma di governo. Il diritto internazionale e le agenzie internazionali hanno assunto i rapporti tra gli stati come base di intervento sulle popolazioni e il diritto dei popoli all\u2019interno del diritto internazionale si \u00e8 diluito fino a scomparire. L\u2019effetto si \u00e8 manifestato a est e a ovest, a nord e nel sud del mondo, malgrado i processi di decolonizzazione e le lotte di indipendenza. Rivoluzioni, indipendenza e lotte di liberazione sono state considerate al pari delle guerre tra stati, il cui esito \u00e8 stato la costituzione di stati nazionali decolonizzati e l\u2019imposizione del potere di stato sui processi di autodeterminazione e del potere di sfruttamento post-coloniale sui territori indipendenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Evoluzione del diritto internazionale in diritto di guerra e subordinazione del principio di autodeterminazione dei popoli alla costituzione statale. Questi due elementi che hanno regolato i rapporti tra gli stati hanno progressivamente eroso le prerogative del diritto internazionale. I rapporti tra gli stati sanciti da guerre economiche e commerciali, lo sfruttamento di risorse naturali, sociali e tecniche, la rapina di beni naturali, di ricchezze e tecnologie a danno di popolazioni in teoria protette dal diritto internazionale umanitario, hanno prodotto l\u2019arretramento del diritto dei popoli, hanno soppresso l\u2019autodeterminazione e hanno innescato la crisi del diritto nei rapporti tra gli stati.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019insieme di questi effetti si pu\u00f2 costatare nelle possibilit\u00e0 di azione della Corte Penale Internazionale e della Corte Internazionale di Giustizia. La Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato d\u2019arresto contro il premier israeliano Netanyahu e contro l\u2019ex-ministro degli esteri Gallant con l\u2019accusa di crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e crimini di guerra commessi a Gaza. La Corte Internazionale di Giustizia, che \u00e8 il principale organo giurisdizionale dell\u2019ONU, ha accolto la denuncia del Sudafrica contro Israele per atti di genocidio. Entrambe le Corti sono sotto attacco feroce da parte degli Stati Uniti e di Israele con pressioni e minacce ai singoli membri affinch\u00e8 non procedano nella causa contro Israele.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Monique Chemilli\u00e9-Gendreau, avvocata presso la Corte Internazionale di Giustizia e docente di diritto pubblico, la Convenzione del 1948 sulla prevenzione e repressione del genocidio e delle \u201cseconde intenzioni\u201d delle grandi potenze \u00e8 ambigua, bench\u00e8 contenga una clausola di accettazione della competenza della Corte per le controversie relative all\u2019interpretazione. E\u2019 cos\u00ec che il Sudafrica ha potuto adire alla Corte contro Israele. Ma i meccanismi di applicazione dei principi del diritto internazionale sono deboli e i comitati per i diritti umani formulano raccomandazioni che non sono vincolanti per gli stati.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo \u00abil diritto internazionale \u00e8 una disciplina che non esiste\u00bb, dice Monique Chemilli\u00e9 ai suoi studenti. Si pu\u00f2 scegliere \u00abse considerare che non esiste ancora o che non esiste pi\u00f9\u00bb. D\u2019altra parte esistono oggi alleanze e associazioni tra stati, come i BRICS, che costituiscono un\u2019alternativa virtuale alla governance mondiale. Ma sono paesi associati al livello degli stati nazionali che non costituiscono un\u2019alternativa all\u2019egemonia statunitense, come rilevava lo storico dell\u2019economia Giovanni Arrighi a proposito della Cina. La Cina, unica potenza che contrasta gli Stati Uniti, non pu\u00f2 architettare un nuovo diritto internazionale, anzitutto perch\u00e8 mantiene ed estende le proprie reti commerciali asiatiche e non ha alcun interesse ad universalizzare le norme di scambio e le relazioni tra gli stati. Inoltre, il progetto di de-dollarizzazione e l\u2019eventuale introduzione di una nuova valuta comune, di una criptovaluta o l\u2019utilizzo di un paniere combinato di valute dei paesi membri, suppone la creazione di meccanismi troppo complessi: un\u2019unione bancaria, un\u2019unione fiscale e una convergenza macroeconomica generale che la posizione di forza nei confronti del dollaro non rende conveniente.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte, sostiene Monique Chemill\u00e9, \u00abdovremo inventare una nuova organizzazione su basi veramente democratiche\u00bb. Un nuovo diritto che mette capo all\u2019autodeterminazione delle popolazioni, all\u2019autonomia dei territori e alla costituzione di terre comuni e luoghi comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa esigenza richiede immaginazione; richiede la fuoriuscita dal realismo geopolitico e richiede eventualmente una nuova superfice di iscrizione del diritto nella microfisica dei poteri. Richiede la dissolvenza degli stati nazionali, la liberazione delle popolazioni dalla morsa del \u201cpopolo\u201d in uno stato nazionale. Richiede che si faccia circolare un diritto internazionale alla condivisione e alla cooperazione non pi\u00f9 universalista ma locale, costituito su un\u2019economia delle risorse, non sulla <em>lex mercatoria<\/em>; un diritto che non sia basato sull\u2019interesse nazionale, che non sia n\u00e8 un diritto cosmopolitico, n\u00e8 un diritto planetario, ma che sia un diritto cosmico, cio\u00e8 un diritto in cui \u201cgrande \u00e8 il disordine sotto il cielo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In un testo inattuale, cio\u00e8 contemporaneo, Foucault enunciava i principi di una vita non fascista che \u00e8 un\u2019arte di vivere in cui l\u2019azione politica \u00e8 libera da paranoie totalizzanti; cresce per proliferazione e disgiunzione, non per gerarchizzazione; preferisce la molteplicit\u00e0, la differenza, i flussi, i concatenamenti mobili e il nomadismo; produce immaginazione desiderante e pratiche di pensiero; dis-individualizza e &nbsp;non si innamora del potere. Una pratica di vita nomade, in esodo permanente dalle identit\u00e0, dai confini e dalla societ\u00e0 degli individui; una diserzione dal mondo che crea un altro mondo in questo mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo Vernaglione Berardi Pochi dati bastano per ricordare ci\u00f2 che \u00e8 di dominio pubblico. Il folle riarmo deciso dall\u2019Unione Europea consta di 800 miliardi, reali o virtuali poco conta perch\u00e8 sottratti a sanit\u00e0, conversione ecologica, istruzione e servizi sociali. E sono soldi a debito. 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