{"id":652,"date":"2025-10-21T19:37:22","date_gmt":"2025-10-21T17:37:22","guid":{"rendered":"https:\/\/archivista.info\/?p=652"},"modified":"2026-03-14T19:36:09","modified_gmt":"2026-03-14T18:36:09","slug":"dallarcheologia-filosofica-allarcheologia-del-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/2025\/10\/21\/dallarcheologia-filosofica-allarcheologia-del-presente\/","title":{"rendered":"Dall&#8217;archeologia filosofica all&#8217;archeologia del presente"},"content":{"rendered":"\n<p>Paolo Vernaglione Berardi<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:51% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/scott-webb-mV9-1XjnM4Y-unsplash-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-654 size-full\" srcset=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/scott-webb-mV9-1XjnM4Y-unsplash-683x1024.jpg 683w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/scott-webb-mV9-1XjnM4Y-unsplash-200x300.jpg 200w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/scott-webb-mV9-1XjnM4Y-unsplash-768x1151.jpg 768w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/scott-webb-mV9-1XjnM4Y-unsplash-1025x1536.jpg 1025w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/scott-webb-mV9-1XjnM4Y-unsplash-1366x2048.jpg 1366w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/scott-webb-mV9-1XjnM4Y-unsplash-scaled.jpg 1708w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p>Nell\u2019archeologia il presente \u00e8 un modo di indagare il mondo che risale ai punti di insorgenza dei fenomeni. Il profilo dell\u2019archeologia per un verso guarda ad una storia della verit\u00e0 sempre possibile; per altro verso evolve in genealogia che contrasta l\u2019attualit\u00e0 con la presenza, indaga antropologie impreviste e soglie post-umane.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019ordine del discorso articola i criteri di inclusione e di esclusione, le forme in cui una scienza si dispone e viene comunicata, mentre se ne tace la provenienza; la costituzione dei saperi specialistici relega i saperi assoggettati nella zona franca e marginale dell\u2019indicibile; infine nell\u2019enunciazione costituita in discorso la verit\u00e0 del soggetto emerge nelle tecnologie del s\u00e8 e nelle pratiche di soggettivazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019estensione dell\u2019archeologia ci consente di far emergere la forma dei dispositivi di governo della vita, le genealogie delle lotte e le strategie impiegate nei rapporti storici tra soggettivit\u00e0 e verit\u00e0. La costituzione storica della soggettivit\u00e0 emerge negli apparati di cattura di affetti e desideri, speranze e aspettative, stili ed estetiche, giocando la libert\u00e0 e concedendo l\u2019autonomia, ma ribadendo la subordinazione e inducendo la reazione al contrasto e all\u2019anomalia, al singolare e al composto, all\u2019estraneit\u00e0 e alla mancanza. \u00abCome se avessimo paura di concepire l\u2019Altro all\u2019interno del tempo del nostro pensiero\u00bb. Nelle genealogie si rintracciano gli <em>apriori storici<\/em> di un\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>Michel Foucault indicava il limite delle ricerche archeologiche nell\u2019impossibilit\u00e0 di superare l\u2019analisi dei discorsi all\u2019esterno dei quali preme il sapere dei dispositivi di potere che quei discorsi giustificano e in cui di organizzano. Sar\u00e0 quindi la genealogia dei dispositivi di sapere-potere ad evidenziare gli intrecci tra discipline, scienze e tecnologie di governo delle popolazioni, mentre \u00e8 sul piano dei modi di formazione della soggettivit\u00e0 che emergono i rapporti storici tra soggetto e verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 \u201cal di l\u00e0\u201d dell\u2019archeologia \u00e8 in un certo senso contenuto all\u2019interno della pratica archeologica; permette di passare dall\u2019analisi delle formazioni discorsive all\u2019indagine dei dispositivi in rapporto alla soggettivit\u00e0; d\u2019altra parte l\u2019archeologia evolve all\u2019esterno, dall\u2019elaborazione dei discorsi al campo di problematizzazioni storico-filosofiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Archeologia del presente<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla posizione in cui siamo ci\u00f2 che giunge al presente proviene da un passato che ancora ci riguarda. Da questa posizione relativa siamo partecipi della guerra, della devastazione della terra, degli incentivi a valorizzare la ricchezza come elemento di discriminazione antropologica mentre assistiamo all\u2019esproprio delle possibilit\u00e0 comuni, &nbsp;al realizzarsi della vita reazionaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo leggere e replicare a quanto condividiamo senza bisogno di produrre la nostra versione del mondo. Possiamo aver gi\u00e0 rotto con una realt\u00e0 infame senza informare nessuno del nostro esilio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 da questa diserzione che nominiamo parole, cose e azioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragione della composizione del tempo in parole e in immagini \u00e8 ancora una volta nell\u2019urgenza di rompere la cortina dell\u2019 \u201cio\u201d che separa dal mondo e ripara dal degrado, per esporci ad una verit\u00e0 imprevedibile, ad una concreta esigenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 l\u2019archivio in cui \u00e8 registrato lo stato del mondo. Pu\u00f2 assumere la qualit\u00e0 del vero a cui \u00e8 indotto il pensiero. La storia della verit\u00e0 \u00e8 la qualit\u00e0 storico-politica dell\u2019archeologia che eredita il tentativo di oltrepassare la metafisica. Non per ritornare all\u2019esperienza originaria di una sapienza che parlava, argomentava, consigliava; una sapienza in cui <em>logos<\/em> e <em>physis<\/em> si richiamavano in una tagliente opposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>N\u00e8 per fare un diario che sarebbe l\u2019ennesima cronaca soggettiva che vorrebbe scoprire la verit\u00e0 del mondo attraverso il proprio sguardo. Tantomeno per alimentare una scrittura che sarebbe solo esercizio di stile che inorgoglisce, \u2013 l\u2019opera inutile che si apprezza per la bellezza della lingua negli anni della reazione breve e condizionata. Queste istanze sono dislocate lungo il confine tra l\u2019istinto e la sua realizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019archivio \u00e8 l\u2019effetto del \u201cfuori\u201d, l\u2019evento di una dispersione. Nel sondarlo si avverte il tanfo delle menzogne e dei poteri, dell\u2019oppressione e delle ingiustizie. Vi si rende leggibile l\u2019intorno melmoso dell\u2019enunciazione, l\u2019alone storico che circonda i singoli enunciati.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte l\u2019archivio \u00e8 anche l\u2019eterogeneit\u00e0 materiale che non vuole essere espressa, che resiste al gioco dialettico della ragione e non si offre all\u2019indagine documentale e all\u2019elaborazione sistematica. Rimane un sapere inconoscibile che consiste nella presenza: \u00e8 l\u2019effetto storico di ci\u00f2 che si \u00e8 detto e di ci\u00f2 che si \u00e8 fatto ed \u00e8 memoria del presente.<\/p>\n\n\n\n<p>Non bisogna per forza sapere se questo basta, ma se tale \u00e8 la forma di sapere che, messa in questione, libera l\u2019avvenire da ci\u00f2 che siamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo Vernaglione Berardi Nell\u2019archeologia il presente \u00e8 un modo di indagare il mondo che risale ai punti di insorgenza dei fenomeni. Il profilo dell\u2019archeologia per un verso guarda ad una storia della verit\u00e0 sempre possibile; per altro verso evolve in genealogia che contrasta l\u2019attualit\u00e0 con la presenza, indaga antropologie impreviste e soglie post-umane. 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