{"id":718,"date":"2025-11-25T10:43:19","date_gmt":"2025-11-25T09:43:19","guid":{"rendered":"https:\/\/archivista.info\/?p=718"},"modified":"2025-12-29T10:54:14","modified_gmt":"2025-12-29T09:54:14","slug":"michel-foucault-per-unarcheologia-del-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/2025\/11\/25\/michel-foucault-per-unarcheologia-del-presente\/","title":{"rendered":"MICHEL FOUCAULT, per un&#8217;archeologia del presente"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-media-text is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:51% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"709\" src=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Foucimg-1024x709.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-722 size-full\" srcset=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Foucimg-1024x709.jpg 1024w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Foucimg-300x208.jpg 300w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Foucimg-768x532.jpg 768w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Foucimg.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p>L\u2019auspicio di una ripresa di interesse per l\u2019opera di Michel Foucault, in occasione delle recenti edizioni francesi dei corsi precedenti all\u2019insegnamento al Coll\u00e8ge de France, trova una prima concreta realt\u00e0 nell\u2019intelligente pubblicazione da parte della casa editrice DeriveApprodi della conferenza del 1978 <em>Che cos\u2019\u00e8 la critica?<\/em>, seguita da una conferenza fino ad ora inedita in Italia, tenuta a Berkeley nell\u2019aprile del 1983.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Il testo sulla critica, gi\u00e0 edito a cura di Paolo Napoli nel 1997 e seguito dalla discussione con i partecipanti della Societ\u00e9 Philosophique Francaise all\u2019anfiteatro \u201cMichelet\u201d della Sorbona, \u00e8 arricchito dallo scavo dell\u2019archivio Foucault presso la Biblioteque National che, avvertono i curatori Andrea Di Gesu e Matteo Palleri, ha portato alla luce passaggi inediti tratti dai manoscritti che Foucault decise di non pronunciare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo testo \u00e8 la traduzione di una delle conferenze statunitensi degli anni \u201980, seguita da tre dibattiti presso i dipartimenti di filosofia, storia e francese dell\u2019Universit\u00e0 di California, che costituirono materia del lavoro di Dreyfus e Rabinov, <em>La ricerca di Michel Foucault<\/em>, importante perch\u00e8&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;testimonia il passaggio delle generazioni foucaultiane al tornante del secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La notizia non riveste solo un interesse filologico e ha una certa importanza per almeno due ragioni. La prima \u00e8 che la questione della critica e la connessa questione dell\u2019Illuminismo come <em>a priori storico<\/em> della modernit\u00e0 apre l\u2019archeologia dei saperi ai ritorni non accademici dell\u2019opera di Foucault nella dimensione sempre possibile delle resistenze e dei contrasti all\u2019attualit\u00e0 del presente.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda ragione \u00e8 che la linea operativa che corre lungo l\u2019opera del genealogista dissolve la pretesa divisione in \u201cfasi\u201d separate dell\u2019opera di una vita. Come scrivono giustamente Daniele Lorenzini e Arnold Davidson nell\u2019Introduzione, il pensiero di Foucault si \u00e8 trasformato mantenendo la stessa voce, il cui tono, aggiungiamo, fa ben percepire il nucleo infuocato delle relazioni tra saperi, poteri e soggetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa costatazione mette al riparo la critica dai pretestuosi tentativi di lettura \u201cliberale\u201d dei Corsi, che, anche nel caso di queste due conferenze, si scontra con la lettera dei testi. presentare un Foucault neoliberale al fine di mitigarne l\u2019analitica dei dispositivi di potere fallisce, al pari del tentativo di depotenziare la forza contrastiva della microfisica delle relazioni di dominio, scoperta che disdice la tesi cara ad una certa teoria critica, di un potere totalizzante che organizzerebbe la societ\u00e0 del grande fratello, \u2013 oggi evocata da suprematisti alla conquista del cosmo.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambe le ragioni ineriscono alla critica che disegna il perimetro di una speciale circoscrizione di metodo e che, oggi come ieri, assume il valore di una pratica. Il suo nome \u00e8 archeologia del presente, in cui si raccoglie e si decompone l\u2019archivio del mondo rovinato.<\/p>\n\n\n\n<p>Incastonata tra il soggiorno in Giappone ove Foucault tenne diverse conferenze sull\u2019analitica del potere e i reportage sulla rivoluzione iraniana per il Corriere della Sera, <em>Che cos\u2019\u00e8 la critica?<\/em> &nbsp;segna in qualche modo l\u2019apogeo di metodo delle ricerche intraprese tra <em>La volont\u00e0 di sapere<\/em> (1976), il primo volume della <em>Storia della sessualit\u00e0<\/em>, e il terzo, <em>La cura di s\u00e9<\/em>, pubblicato nel 1984, e che \u00e8 oggi accompagnato dalla pubblicazione di un quarto volume <em>Le confessioni della carne<\/em>, la cui stesura risale al 1980-\u201981, con lo spostarsi della ricerca verso la problematica della \u201ccarne\u201d cristiana, della verginit\u00e0 e del matrimonio.<\/p>\n\n\n\n<p>La conferenza riporta l\u2019insieme delle questioni del grande corso <em>Sicurezza, territorio, popolazione<\/em> (1978) alla decisiva trasformazione delle tecnologie di governo della popolazione tra la met\u00e0 del XVII e la met\u00e0 del XVIII secolo, da cui emerge la nuova arte del governo basata sul calcolo, sulla razionalit\u00e0 economico-politica e sulla formazione di dispositivi disciplinari di sicurezza come la polizia, la demografia, il carcere, la ristrutturazine urbanistica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c9 a partire dal significato della critica nell\u2019Illuminismo che Foucault dipana l\u2019insieme delle ricerche che delineano una storia dell\u2019attualit\u00e0. E\u2019 il campo di indagine dell\u2019\u201cora\u201d, del \u201cchi siamo noi ora\u201d del \u201cche cos\u2019\u00e8 l\u2019oggi\u201d, \u2013 ben presente in Kant, ma dislocato rispetto all\u2019<em>Aufklarung<\/em>, all\u2019Illuminismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo motivo consiste nella valutazione della storia in rapporto al pensiero, alla filosofia e alla conoscenza. La domanda intorno al presente, al \u201csapere cosa sta accadendo ora\u201d e al \u201cchi siamo noi ora\u201d, \u00e8 stato Nietzsche a porla, e lo ha fatto risalendo alla provenienza dei fenomeni storici, non ad una presunta origine che sarebbe comunque inaccessibile al sapere.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prefazione all\u2019edizione americana dell\u2019opera maggiore del grande storico della scienza Canguilhem, <em>Il normale e il patologico<\/em>, Foucault indica nel \u201cgiornalismo filosofico\u201d quel genere della critica in grado di praticare il pensiero non nella regione separata della filosofia degli universali, ma nel \u201cqui e ora\u201d storico che, appena al di sotto dell\u2019attualit\u00e0, percorre e forma la soggettivit\u00e0. Lo sguardo genealogico attraversa questo campo in cui le forme di sapere-potere manifestano la verit\u00e0 soggettiva mentre fanno apparire regimi discorsivi che interrogano, discriminano, escludono.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo motivo \u00e8 che alla domanda <em>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019Illuminismo?<\/em> Kant risponde che \u00e8 l\u2019uscita dallo stato di minorit\u00e0 del genere umano, ma la possibilit\u00e0 di conoscere deve rimanere nei limiti della conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe ragionino quanto vogliono, purch\u00e8 obbediscano\u00bb dichiara l\u2019illuminato Federico II di Prussia. Per Kant il soggetto della conoscenza deve prevedere questi limiti, cio\u00e8 deve porsi la domanda: \u201cfino a che punto puoi sapere, senza pericolo, senza rischi?\u201d. Il che non preclude la critica ma la implica nel progetto stesso della sovranit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo motivo per cui la critica a partire dall\u2019Illuminismo \u00e8 il criterio che differenzia le diverse epoche storiche, \u00e8 che la ricerca intorno ai dispositivi di sapere-potere pu\u00f2 restituire il senso di una scelta di vita, di una forma di esistenza in cui si costituiscono i conflitti, le resistenze e le diserzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La critica \u00e8 una pratica di vita nella presa di posizione assunta in rapporto alle forme di potere e ai regimi vigenti di verit\u00e0. Questa assunzione \u00e8 storica nel senso che, dalle forme di resistenza delle eresie e della mistica nel medioevo, alla Riforma, alle comunit\u00e0 pietiste nel XVII secolo, ai rivoluzionari, con accenti diversi, la critica dei poteri si \u00e8 alimentata della cruciale domanda \u201ccome non essere governati?\u201d. Come non essere governati in questo modo, da queste persone, in nome di questi principi?\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019arte di non essere eccessivamente governati \u00e8 la contro-condotta dell\u2019arte di governo che si sviluppa tra la seconda met\u00e0 del XVI e la seconda met\u00e0 del XVII secolo, con le trasformazioni dovute all\u2019aumento demografico, alla razionalizzazione dell\u2019amministrazione e la calcolo del rapporto costi-benefici nella gestione economico-politica della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Come non essere governati? La questione del governo e non del potere, la governamentalit\u00e0 che ha forgiato le diverse tecnologie di potere, \u00e8 l\u2019oggetto della ricerca storico-politica in cui rinviene il panorama dei dispositivi di disciplina e di controllo che operano sia assoggettamento che soggettivazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo angolo visuale l\u2019esercizio della critica \u00e8 assunto come pratica di resistenza nel profilo dell\u2019inchiesta delle forme di potere; la critica assume \u00abla funzione di disassoggettamento nel gioco che si potrebbe chiamare in una parola la politica della verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche anno pi\u00f9 tardi, nel corso del 1979-\u201980 <em>Del governo dei viventi<\/em>, Foucault conia un termine, <em>anarcheologia<\/em>, per formulare la questione del \u201cnon essere governati\u201d. Se l\u2019archeologia \u00e8 la ricerca delle formazioni discorsive che manifestano la verit\u00e0 del potere in rapporto ai saperi, l\u2019anarcheologia \u00e8 la strategia che, partendo dal fatto che \u201cil potere non va da s\u00e9\u201d, che il potere non \u00e8 necessario, chiede alla critica di destituirne il senso, di sospenderne i dispositivi, di costituire \u201cs\u00e9\u201d come soggetto etico, di resistenza, di contrasto, di sottrazione, di defezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Essere critici dunque \u00e8 quella forma di vita in cui si \u00e8 scelti per il sapere non per la conoscenza, in cui si sperimenta la trasformazione di s\u00e9 attraverso la cura, e in cui si orientano i rapporti tra soggettivit\u00e0 e verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019epoca greco-romana ad oggi, dalla \u201ccura di s\u00e9\u201d socratica alle \u201ctecnologie del s\u00e9\u201d ellenistiche e quindi cristiane fino ai processi moderni di soggettivazione filosofica, artistica, rivoluzionaria, il \u201cs\u00e9\u201d in questione non \u00e8 l\u2019individuo e \u201coccuparsi di s\u00e9\u201d non \u00e8 ripiegarsi nella sfera privata, non \u00e8 rinchiudersi nella prigione dell\u2019io; al contrario, il \u201cs\u00e9\u201d in questione nella cura \u00e8 l\u2019insieme delle relazioni che costituiscono e destituiscono un\u2019identit\u00e0 soggettiva ritenuta inscalfibile. Il \u201cs\u00e9\u201d in questione negli esercizi e nelle tecniche \u2013 meditare, pensare, scrivere, pregare, sognare, fare festa, cantare, suonare, amare, contestare, rivoltarsi \u2013 \u00e8 una pratica di vita collettiva in continua trasformazione. Presso gli antichi la cura \u00e8 una terapeutica dell\u2019anima per raggiungere la sovranit\u00e0 su di s\u00e9; quindi la rinuncia a s\u00e9 \u00e8 l\u2019esercizio ascetico che dalle comunit\u00e0 cristiane trapassa nella chiesa medioevale che le canonizza; nella ulteriore trasformazione moderna la cura scompare, integrata in strutture di autorit\u00e0 con obblighi, coercizione, istigazione all\u2019identit\u00e0 individuale, alla coscienza e alla sessualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Discipline che assoggettano e dispositivi di governo della vita, genealogia dell\u2019etica e delle relazioni decidono la servit\u00f9 e la libert\u00e0, oggi imposta e sottratta a pratiche di liberazione. La lezione di Foucault \u00e8 orientata a questo presidio. Leggerla e rileggerla, dentro e fuori dai luoghi di produzione del sapere \u00e8 necessario per qualcosa pi\u00f9 che prendere una boccata d\u2019aria pura, come faceva lo \u201cschizo\u201d di Deleuze e Guattari. Chi vuole infatti pu\u00f2 divenire un archeologo che si aggira in citt\u00e0; e chi non vuole essere governato trova in quell\u2019opera di che respirare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><p>Paolo Vernaglione Berardi<\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019auspicio di una ripresa di interesse per l\u2019opera di Michel Foucault, in occasione delle recenti edizioni francesi dei corsi precedenti all\u2019insegnamento al Coll\u00e8ge de France, trova una prima concreta realt\u00e0 nell\u2019intelligente pubblicazione da parte della casa editrice DeriveApprodi della conferenza del 1978 Che cos\u2019\u00e8 la critica?, seguita da una conferenza fino ad ora inedita in&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":454,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":""},"categories":[3,4],"tags":[],"class_list":["post-718","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-critica","category-letture-e-scritture"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/718","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/454"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=718"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/718\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":736,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/718\/revisions\/736"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=718"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=718"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=718"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}