{"id":847,"date":"2026-02-04T09:19:07","date_gmt":"2026-02-04T08:19:07","guid":{"rendered":"https:\/\/archivista.info\/?p=847"},"modified":"2026-02-04T16:19:31","modified_gmt":"2026-02-04T15:19:31","slug":"due-immagini-alcuni-sguardi-e-molte-domande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivista.info\/index.php\/2026\/02\/04\/due-immagini-alcuni-sguardi-e-molte-domande\/","title":{"rendered":"DUE IMMAGINI, ALCUNI SGUARDI E MOLTE DOMANDE. Frantz Fanon e l\u2019internazionalismo contemporaneo*"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-post-author-name\">Diego Ferraris &#8211; Nodo solidale<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"780\" height=\"902\" src=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/fanon1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-863\" style=\"aspect-ratio:0.8647537910933152;width:463px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/fanon1.jpg 780w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/fanon1-259x300.jpg 259w, https:\/\/archivista.info\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/fanon1-768x888.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>1.<\/p>\n\n\n\n<p>Situandomi come internazionalista in dialogo con l\u2019opera di Fanon, mi si presentano due immagini. Con la prima immagine guardiamo verso la Palestina e ascoltiamo: \u00abCompro Gaza e ne far\u00f2 unit\u00e0 immobiliare\u00bb. La proposta di Donald Trump \u00e8 quella di deportare arbitrariamente circa due milioni di persone o di mantenerle come stessero in riserve \u2018indiane\u2019. Appropiarsi di un territorio dopo aver contribuito a distruggerlo \u2014 finanziando e sostenendo le politiche genocide di Netanyahu \u2014 per poi ricostruirlo grazie ai contributi di altri Stati o di imprese desiderose di investirvi, e ripopolarlo con chi vorr\u00e0 comprare casa e vivere nella \u2018Riviera del Medio Oriente\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la seconda immagine ci spostiamo a Stoccolma, il 23 agosto 1973, quando un uomo di nome Jan-Erik Olsson prese in ostaggio quattro impiegati nella camera blindata di una banca del centro della citt\u00e0, scatenando una crisi di sei giorni che diede nome a una psicosi oggi tristemente nota: \u00abun legame emotivo sviluppato come meccanismo psicologico di sopravvivenza da parte di una vittima nei confronti del proprio aggressore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>2.<\/p>\n\n\n\n<p>Frantz Fanon non pensa a partire da categorie astratte, ma dall\u2019esperienza concreta del colonizzato. A partire dall\u2019esperienza immediata dell\u2019oppressione coloniale, ci parla \u2014 e lascia parlare \u2014 il <em>corpo umiliato<\/em>, la <em>pelle segnata<\/em>, la <em>lingua imposta<\/em>, la <em>cultura disprezzata<\/em>. Propone una fenomenologia dell\u2019oppressione coloniale: esistenziale, perch\u00e9 intesa come parte dell\u2019esperienza dell\u2019essere, e rivoluzionaria, perch\u00e9 mira a trasformarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il filosofo, la cultura \u00e8 un campo di battaglia: la cultura colonizzata \u00e8 dapprima <em>negata<\/em>, perch\u00e9 disprezzata come \u2018primitiva\u2019, e poi <em>esotizzata<\/em>, perch\u00e9 ridotta a \u2018folklore innocuo\u2019; ma nella <em>riappropriazione rivoluzionaria<\/em>, nella prassi politica, la cultura diviene un\u2019arma di lotta, viva e insorgente.<\/p>\n\n\n\n<p>Le analisi di Fanon dialogano profondamente con le lotte antisistemiche del mondo e con le pratiche di resistenza e ribellione dei popoli indigeni del pianeta, quasi come se le esperienze straordinarie \u2014 o \u2018estemporanee&#8217;<sup data-fn=\"2fe280cd-8f09-4ab0-92c5-ba6e89f31681\" class=\"fn\"><a id=\"2fe280cd-8f09-4ab0-92c5-ba6e89f31681-link\" href=\"#2fe280cd-8f09-4ab0-92c5-ba6e89f31681\">1<\/a><\/sup> \u2014 della Comune della Lacandona e del Rojava fossero una concreta realizzazione dell\u2019orizzonte che egli descrive.<sup data-fn=\"799fe5c4-550b-4b9b-84d5-246f75b4bdc5\" class=\"fn\"><a id=\"799fe5c4-550b-4b9b-84d5-246f75b4bdc5-link\" href=\"#799fe5c4-550b-4b9b-84d5-246f75b4bdc5\">2<\/a><\/sup><sup> <\/sup>In entrambi i casi, infatti, dei processi collettivi di auto-organizzazione e autodeterminazione hanno condotto i popoli maya del Chiapas e quelli curdi del Medio Oriente da un <em>apartheid<\/em> imposto nei fatti alla dignit\u00e0 di pratiche di autogoverno e di autonomia che rinnovano i codici della convivenza etica e politica del mondo. Perch\u00e9, come spiega lo stesso Fan\u00f3n, la lotta politica anticoloniale non \u00e8 soltanto una maniera pratica per affrontare la realt\u00e0 imposta, ma un <em>processo di ricostruzione soggettiva<\/em>: nell\u2019azione rivoluzionaria, nella necessaria violenza che spezza le catene e scioglie i muscoli bloccati e repressi, i colonizzati ritrovano la propria dignit\u00e0 e umanit\u00e0. Nella lotta, il colonizzato si trasforma e recupera la propria capacit\u00e0 d\u2019agire. Nessun ritorno romantico al passato, ma una creazione di futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Fanon rompe con l\u2019universalit\u00e0 astratta della filosofia europea egemone ed esige di pensare a partire dall\u2019esperienza concreta, non solo perch\u00e9 il potere si esercita sui corpi e sulle soggettivit\u00e0, ma perch\u00e9 il suo pensiero critico si mostra come rifiuto della metafisica occidentale egemonica e, con essa, degli assiomi fondamentali in cui affonda le proprie radici la cosmovisione moderna e industriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi si permetta una parentesi: ho imparato in Chiapas, leggendo Carlos Lenkersdorf,<sup data-fn=\"2286cf04-4779-4f0c-afb2-9a3452c4e64c\" class=\"fn\"><a id=\"2286cf04-4779-4f0c-afb2-9a3452c4e64c-link\" href=\"#2286cf04-4779-4f0c-afb2-9a3452c4e64c\">3<\/a><\/sup> il termine \u2018<em>cosmovisi\u00f3n<\/em> come cifra, direi, dell\u2019indivisibilit\u00e0 di cultura e linguaggio, prassi, temporalit\u00e0 e territorio; ma nella maggior parte dei casi mi sembra che venga usato per parlare dei popoli indigeni come se <em>loro<\/em> avessero cosmovisioni e <em>gli altri<\/em>, cosa? La realt\u00e0 scientifica? \u2014&nbsp; Mi sembra importante riconoscere la modernit\u00e0 capitalista per ci\u00f2 che \u00e8: una cosmovisione tra le altre, con i suoi assiomi e principi, logiche e modalit\u00e0, forme e figure sociali. \u2014 Insomma, parlando a partire dall\u2019esperienza vissuta del soggetto nero, che si costituisce in relazione con l\u2019Altro, il bianco colonizzatore, Fan\u00f3n esprime anche un altro modo di fare filosofia. Il colonialismo, ci insegna, \u00e8 un <em>sistema totale<\/em> e un <em>processo di disumanizzazione<\/em> che attraversa corpo, mente, cultura, economia e politica: non domina soltanto economicamente, ma disumanizza il colonizzato, strappandogli la propria identit\u00e0 culturale, riducendolo a <em>cosa<\/em>. \u00c8, in questo senso, che il razzismo pu\u00f2 essere inteso come la forma quotidiana in cui una tale <em>disumanizzazione<\/em> si interiorizza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il colonialismo produce soggettivit\u00e0 <em>alienate<\/em>, tanto nei colonizzati, per via dell\u2019interiorizzazione dell\u2019inferiorit\u00e0, quanto nei colonizzatori, per la loro necessit\u00e0 di superiorit\u00e0. Il colonialismo agisce nell\u2019inconscio, nel desiderio e nell\u2019immagine dell\u2019io, producendo un\u2019<em>identit\u00e0 fratturata<\/em>, segnata dall\u2019alienazione. Fan\u00f3n utilizza categorie psicoanalitiche per spiegare tale interiorizzazione: il colonizzato assume un\u2019identit\u00e0 imposta, un <em>io alienato<\/em> sotto <em>maschere bianche<\/em>. Ci parla di una <em>epidermizzazione dell\u2019inferiorit\u00e0<\/em>, quando il corpo stesso diventa marchio del disprezzo, producendo, per esempio, il desiderio di <em>imbiancarsi<\/em> \u2014 linguisticamente, culturalmente e socialmente \u2014 portando, appunto, una <em>maschera<\/em>. Cos\u00ec, il razzismo produce una scissione dell\u2019io, genera soggettivit\u00e0 divise tra ci\u00f2 che sono e ci\u00f2 che \u2018dovrebbero\u2019 essere secondo il colonizzatore.<\/p>\n\n\n\n<p>3.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Immagino Fanon seduto in un\u2019assemblea, tra filosofx, militanti sociali e internazionalistx; gli sguardi si incrociano, sento e noto che pi\u00f9 d\u2019unx tra i presenti si commuove: la poetessa femminista Francesca Gargallo Celentani parla della lotta delle donne indigene come di un \u2018inconcepibile\u2019 che mette in discussione i fondamenti della metafisica occidentale egemonica (Gargallo 2008). Jean Robert ci parla dell\u2019<em>enjundia<\/em>, del <em>conatus<\/em>, che anima questi popoli \u2018sentinella\u2019, \u00absenza quei paraocchi che si guadagnano nelle scuole, guardando la televisione o leggendo la stampa a pagamento\u00bb (Robert 2012). M\u00e1rgara Mill\u00e1n, sottolineando che \u00abse guardiamo alla loro temporalit\u00e0 e alla loro spazialit\u00e0 locale\u00bb, il \u00abdiscorso critico-politico di questi popoli in lotta in relazione allo Stato non smette di fornire una critica alle nozioni generali (universali e globali) di \u2018politica\u2019 e di \u2018modernit\u00e0\u00bb (Mill\u00e1n, 2014).<\/p>\n\n\n\n<p>Ascoltandoli, mi appare sempre pi\u00f9 evidente che la voce di questi popoli ci permette di radicalizzare la critica al capitalismo precisamente verso la sua <em>cosmovisione<\/em>, e sento di condividere profondamente le domande e lo sguardo della filosofa femminista Sylvia Marcos:<br>\u00abCome possiamo sfuggire al pensiero unico proposto dalla Modernit\u00e0? Come difenderci dall\u2019accettare ci\u00f2 che viene considerato \u2018ovvio\u2019 nei nostri mondi profondamente colonizzati? Come smascherare i binarismi reciprocamente esclusivi del pensiero dominante? Come sfuggire ai mandati della Modernit\u00e0 industriale capitalista?\u00bb (Marcos, S. 2024).<\/p>\n\n\n\n<p>Queste assemblee e amicizie, immaginarie o reali che siano, ci permettono di condividere una certa filosofia critica, ci connettono alle alterit\u00e0 antisistemiche a cui rimandano le analisi e gli orizzonti dispiegati dall\u2019opera di Fanon. Ci\u00f2 che, a partire da questi dialoghi, \u00ab\u00e8 possibile percepire e intuire nelle lotte dei popoli indigeni e dei movimenti antisistemici del pianeta, \u00e8 l\u2019avvento di un terremoto epistemologico: la loro lotta \u00e8 a tutti gli effetti per il riconoscimento della dignit\u00e0 dei popoli indigeni e delle persone che vogliono organizzarsi senza bisogno di istituzioni statali e competizioni mercantili, e contro la <em>cosmovisione<\/em> e il sistema-mondo capitalistico\u00bb. (Ferraris 2024)<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u2019insurrezione e la costruzione quotidiana di modi di vita che esprimono crisi e alterit\u00e0 radicali rispetto agli assiomi, alla mentalit\u00e0, alle posture, alle istituzioni e alle pratiche che il pensiero industriale moderno implica e impone. Immaginando come una costellazione unica tutti questi popoli, comunit\u00e0 e persone in lotta da secoli contro l\u2019occidentalit\u00e0 coloniale in ogni parte del pianeta e secondo differenti calendari, si scorge la profonda opposizione a ci\u00f2 che, con Abdullah \u00d6calan, possiamo chiamare \u2018modernit\u00e0 capitalista\u2019<sup data-fn=\"6bc4cb47-b2b6-4d00-847c-f69e12d612ae\" class=\"fn\"><a id=\"6bc4cb47-b2b6-4d00-847c-f69e12d612ae-link\" href=\"#6bc4cb47-b2b6-4d00-847c-f69e12d612ae\">4<\/a><\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fatto, l\u2019<em>homo oeconomicus<\/em> non \u00e8 nato spontaneamente: \u00ab\u00e8 stato forgiato con il fuoco e con la spada, ovunque. La modernit\u00e0 si \u00e8 imposta come stile di vita funzionale alle esigenze produttive per il mantenimento e il rafforzamento delle propriet\u00e0 delle monarchie e dei poteri costituiti\u00bb (<em>ibidem<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p>E se l\u2019attuale \u2018policrisi\u2019 (Morin 1994), la crisi ecologica, sociale e civilizzatoria di oggi non fosse l\u2019effetto collaterale di un meraviglioso progetto di sviluppo umano, ma la precisa conseguenza degli assiomi e dei principi etici, politici e filosofici di un sistema necrotico e anti-umano di dominio, morte e sfruttamento? E se non dovessimo intenderla come un effetto secondario, una deviazione, ma come l\u2019espressione coerente della sua cosmovisione, non potrebbe essere che la scissione dell\u2019io di cui ci parla Fan\u00f3n, dalla prospettiva del colonizzato, sia qualcosa di analogo a ci\u00f2 che molti di noi <em>viviamo<\/em> con angoscia nel non riconoscerci, per esempio, come <em>Pater familias<\/em> e soldati, perch\u00e9 la Logica coloniale \u00e8 insita nella Ragione industriale moderna e capitalista?<\/p>\n\n\n\n<p>E se dire che \u00ab\u00e8 arrivata l\u2019ora dei popoli indigeni\u00bb (EZLN, 11-3-01), come rivendicano insieme il Congresso Nazionale Indigeno (CNI) e i popoli zapatisti qui in Messico<sup data-fn=\"b822da83-9cfd-4d9e-9e23-4beb8d1cde0a\" class=\"fn\"><a id=\"b822da83-9cfd-4d9e-9e23-4beb8d1cde0a-link\" href=\"#b822da83-9cfd-4d9e-9e23-4beb8d1cde0a\">5<\/a><\/sup>, significasse anche che il recupero della loro dignit\u00e0 politica, epistemologica, gnoseologica e spirituale mostra in modo perspicace come il sistema capitalistico nella sua fase attuale, cos\u00ec come in quella di ieri, sia un sistema necrotico che produce soggettivit\u00e0 divise in s\u00e9 stesse e la negazione di tutto ci\u00f2 che rifiuta di essere trattato come merce o come oggetto mercantile e statale?<\/p>\n\n\n\n<p>E se il colonialismo criticato da Fanon fosse riconosciuto come parte essenziale dello sviluppo statale, perch\u00e9 \u00e8 stato, di fatto, esercitato dagli Stati nazionali fin dalla loro nascita contro i popoli e le genti europee e di altre geografie come forma strutturante e performativa della loro stessa ragion d\u2019essere? Non ci insegnano forse che \u2018un popolo, un territorio e una lingua\u2019 definiscono uno Stato? E non \u00e8 forse questo qualcosa di innaturale e anti-umano? \u2013 e no, per favore, non nascondiamoci dietro l\u2019idea di uno \u2018Stato plurinazionale\u2019, perch\u00e9 tale Stato tollera le differenze solo per i suoi interessi amministrativi e governativi, e in nessun modo le apprezza e le accoglie in quanto alterit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>4.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Molte, troppe domande. Allora, per concludere, torniamo alle immagini con cui abbiamo iniziato, affinch\u00e9 fioriscano ancora pi\u00f9 domande.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima, la \u2018Riviera del Mediterraneo\u2019: <em>The president<\/em> ci sta facendo solo una proposta di <em>land grabbing<\/em><sup data-fn=\"77259d3a-d86e-4159-b2d1-1cac6283ba48\" class=\"fn\"><a id=\"77259d3a-d86e-4159-b2d1-1cac6283ba48-link\" href=\"#77259d3a-d86e-4159-b2d1-1cac6283ba48\">6<\/a><\/sup> come parte di una strategia di pratiche acquisitive ormai ben diffuse o nella sua offerta vibra qualcosa di pi\u00f9 violento e per alcuni \u2018attraente\u2019? Perch\u00e9 ricostruire un territorio o un paese sulla base dell\u2019economia di mercato, in dialogo con Michel Foucault, non si potr\u00e0 intendere come la proposta esplicita del progetto o dell\u2019utopia neoliberale? E nella dinamica che descrive non si pu\u00f2 leggere precisamente la logica del \u00abdistruggere-spopolare e ricostruire-ripopolare\u00bb (EZLN 16-07-2021), che \u00e8, secondo i popoli zapatisti, il modo specifico in cui si d\u00e0 la Quarta guerra mondiale, quella del Neoliberismo o del sistema capitalista contro l\u2019umanit\u00e0?<sup data-fn=\"7ee6ed96-a6e8-47b3-80c0-f81a74cd751c\" class=\"fn\"><a id=\"7ee6ed96-a6e8-47b3-80c0-f81a74cd751c-link\" href=\"#7ee6ed96-a6e8-47b3-80c0-f81a74cd751c\">7<\/a><\/sup> Ci stanno forse dicendo in faccia, finalmente senza maschere e menzogne, ci\u00f2 che hanno sempre voluto secondo la Ragione Moderna, Bianca e Patriarcale: arricchirsi e dominare?<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda: gli ostaggi a Stoccolma. Di fronte alla violenza sempre pi\u00f9 evidente del capitalismo predatorio e alla luce della critica al neocolonialismo formulata da Franz Fan\u00f3n, emerge un\u2019altra domanda inquietante. Il filosofo ci avverte che, senza una trasformazione strutturale profonda \u2014 economica e culturale \u2014, l\u2019indipendenza politica non riesce a spezzare le logiche e le forme del colonizzatore, poich\u00e9 le piccole borghesie dei paesi colonizzati tendono a riprodurle. Non sar\u00e0 che, quando accettiamo come \u2018normale\u2019, e persino come \u2018democratico\u2019, un mondo dove il benessere sociale si misura attraverso il consumo di beni e servizi mercantili e statali e di fronte a un modello sociale basato sullo sfruttamento complementare di alcune regioni del mondo e l\u2019obnubilamento di altre all\u2019interno di un sistema di consumo totale (Robert 2015), dimostriamo di aver interiorizzato cos\u00ec tanto la cultura del colonizzatore da desiderare i suoi stessi progetti, senza neanche metterli in discussione?<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, eretici, streghe, ribelli, contadini arretrati e selvaggi sono stati incarcerati e uccisi a centinaia di migliaia, nelle \u2018colonie\u2019 come nelle \u2018patrie\u2019 della vecchia Europa; non sar\u00e0, dunque, che la \u2018Storia\u2019 scritta dai potenti abbia imposto l\u2019oblio in un modo cos\u00ec radicale che oggi, per esempio, alcuni \u2018cittadinx\u2019 europei <em>ci sentiamo <\/em>figlx dello Stato e della modernit\u00e0 capitalista, senza <em>renderci<\/em> conto che stiamo esprimendo un \u2018legame emotivo\u2019 con lo Stato e con il capitale che rivela un\u2019identificazione inconscia con i nostri aggressori? Un meccanismo psicologico di sopravvivenza che potrebbe essere descritto come \u2018Sindrome di Stoccolma storica o culturale\u2019?<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, al crocevia tra diversi sguardi lanciati all\u2019opera di Franz Fan\u00f3n, vedo emergere l\u2019opportunit\u00e0 politica di continuare a ripensare l\u2019\u2018internazionalismo contemporaneo\u2019 alla maniera di un\u2019\u2018autocritica critica\u2019 (Ferraris 2024): uno sguardo che, ovunque si dispieghi, sappia criticare le proprie certezze e convinzioni pi\u00f9 radicate, le proprie storie, e mettere in discussione ci\u00f2 che appare cos\u00ec \u2018normale\u2019, ovvio e \u2018familiare\u2019, per poi, o meglio, per, da l\u00ec, leggere criticamente il proprio presente. Le culture, ci insegna Fan\u00f3n, si recuperano nella lotta, non nel folclore, ed \u00e8 in questo senso che sento che l\u2019orizzonte \u2018internazionalista\u2019 possa dialogare con quel \u2018umanesimo nuovo\u2019, non eurocentrico, costruito dalla liberazione personale e collettiva di cui parla questo filosofo rivoluzionario.<\/p>\n\n\n\n<p>Viva il \u2018confederalismo democratico\u2019 concepito dai popoli curdi come proposta reale e concreta per la pace in Medio Oriente! Viva i popoli e le genti che riempiono le strade, organizzati e in rivolta, quelli che quotidianamente costruiscono la storia e le uniche vere paci: quelle che si costruiscono dal basso.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il testo, qui tradotto in italiano, \u00e8 stato scritto in spagnolo e presentato nel tavolo di lavoro \u2018<em>Fan\u00f2n hoy: zapatismo, confederalismo kurdo y lucha palestina<\/em>\u2019, il 9 ottobre 2025, durante <em>Las jornadas Frantz Franon: pensador revcoluciuonario a cien a\u00f1os de su nacimiento<\/em>, presso l\u2019Auditorio Pablo Gonzales Casanova della Facultad de Ciencias Pol\u00edticas y Sociales della UNAM (Universidad Nacional Aut\u00f3noma de M\u00e9xico); organizzate dalla Coordinaci\u00f3n de Sociolog\u00eda de la Facultad e dalla Sociedad Mexicana de Sociolog\u00eda. L\u2019intervento, orale, inizia cos\u00ec: \u201cMi chiamo Diego Ferraris, grazie per l\u2019invito, per tutto ci\u00f2 che abbiamo condiviso finora, per quello che potr\u00e0 nascere dalle eventuali complicit\u00e0 che emergeranno a partire da queste giornate, e per la vostra attenzione in questo momento. Non sono un esperto dell\u2019opera di Frantz Fanon; sono piuttosto uno dei suoi lettori, uno di quelli che lo leggono come si ascolta un compagno. Vi parlo, infatti, come militante politico internazionalista, parte di un piccolo collettivo attivo tra il Messico e l\u2019Italia: il Nodo Solidale. Dico \u2018militante politico\u2019 e \u2018internazionalista\u2019 con una certa cautela, perch\u00e9 ci\u00f2 che oggi intendiamo per militanza politica \u2014 quando non ci riconosciamo nei partiti, nei sindacati classici o nelle strutture \u2018dell\u2019alto\u2019, come diciamo noialtri \u2014, e ci\u00f2 che possa significare un \u2018internazionalismo dal basso e a sinistra\u2019, sono questioni aperte che dobbiamo continuare a pensare e a sperimentare. Le menziono, per\u00f2, per situare lo sguardo da cui propongo leggere Fanon come parte di una comunit\u00e0 internazionalista planetaria, tanto immaginaria quanto pratica e concreta. Parlo, naturalmente, a partire da me stesso, dalla mia biografia ma come parte del mio collettivo, appunto, assumendo, per\u00f2, in prima persona la responsabilit\u00e0 delle mie parole (anche se sono state lette dai\/dalle mie\/i compagn* di questo lato dell\u2019oceano). \/ Situandomi come internazionalista in dialogo con l\u2019opera di Fanon, mi si presentano due immagini&#8230;\u201d <\/li>\n<\/ul>\n\n\n<ol style=\"font-size:18px;\" class=\"wp-block-footnotes\"><li id=\"2fe280cd-8f09-4ab0-92c5-ba6e89f31681\">Il riferimento implicito \u00e8 all\u2019uso del termine \u2018<em>extempor\u00e1neos\u2019<\/em> utilizzato dalla Secretar\u00eda de Relaciones Exteriores dello Stato Messicano per definire gli e le zapatiste in occasione del Primo capitolo del Viaggio per la vita che realizzarono nel 2021 e di contro all\u2019appropriazione zapatista dello stesso termine, compiuto battezzando \u2018La Extempor\u00e1nea\u2019, una delle unit\u00e0 di \u2018Escucha y Palabra\u2019 con il quale affrontarono il viaggio organizzando decine di incontri e riunioni. Si vedano tra gli altri: EZLN 5-10-2020, https:\/\/enlacezapatista.ezln.org.mx\/2020\/10\/05\/sexta-parte-una-montana-en-alta-mar\/; EZLN 16-07-2021, https:\/\/enlacezapatista.ezln.org.mx\/2021\/07\/16\/la-extemporanea-y-una-iniciativa-nacional\/ <a href=\"#2fe280cd-8f09-4ab0-92c5-ba6e89f31681-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 1\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"799fe5c4-550b-4b9b-84d5-246f75b4bdc5\">Partecipando al tavolo di lavoro, <em>Fan\u00f3n hoy: zapatismo, confederalismo kurdo y lucha palestina<\/em>, il riferimento \u00e8 esplicito: le espressioni \u2018Comune della Lacandona\u2019 e \u2018Comune del Rojava\u2019 si riferiscono rispettivamente alle esperienze rivoluzionarie di costruzione di autogoverno dell\u2019Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale in Chiapas, dal 1994 e tuttora in corso e dell\u2019<a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Administraci%C3%B3n_Aut%C3%B3noma_del_Norte_y_Este_de_Siria\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amministrazione Autonoma della Siria Settentrionale e Orientale<\/a> nata dalla \u2018Rivoluzione del Rojava\u2019 del 2012, ossia, dal processo di\u00a0<a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Revoluci%C3%B3n_social\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rivoluzione sociale<\/a>\u00a0in atto nel <a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Kurdist%C3%A1n_sirio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kurdistan siriano<\/a>. Si veda, tra gli altri: <a href=\"https:\/\/enlacezapatista.ezln.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">enlacezapatista.ezln.org<\/a>; Baschet, J., <em>Sin prisa pero sin pausa. Note per una storia critica dell\u2019EZLN<\/em>, Kairos, 2021, <a href=\"https:\/\/nodosolidale.noblogs.org\/2023\/08\/18\/sin-prisa-pero-sin-pausa-archivio-pdf\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/nodosolidale.noblogs.org\/2023\/08\/18\/sin-prisa-pero-sin-pausa-archivio-pdf\/<\/a>; <a href=\"https:\/\/kck-info.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/kck-info.com<\/a>; Michael Knapp, Anja Flach, Ercan Aybo\u011fa, <em>Revolution in Rojava: Democratic Autonomy and Women&#8217;s Liberation in Syrian Kurdistan<\/em>, Pluto Press, 2016. <a href=\"#799fe5c4-550b-4b9b-84d5-246f75b4bdc5-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 2\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"2286cf04-4779-4f0c-afb2-9a3452c4e64c\">Sul concetto di \u2018<em>cosmovisi\u00f3n<\/em>\u2019 nell\u2019opera di Carlos Lenkersdorf si vedano tra gli altri: Lenkersdorf, C., <em>Conceptos tojolabales de filosof\u00eda y del altermundo<\/em>, M\u00e9xico: Plaza y Vald\u00e9s, 2004; Lenkersdorf, C., <em>Aprender a escuchar<\/em>, M\u00e9xico: Plaza y Vald\u00e9s, 2008; Lenkersdorf, C., <em>Filosofar en clave tojolabal<\/em>, M. A. Porr\u00fa, Ed. M\u00e9xico, 2002 (in via di pubblicazione in italiano, Massimi, Ferraris). E, pi\u00fa indirettamente: Lenkersdorf, C., <em>Noi, una realt\u00e1 altra<\/em>, Microstamperia, 2024; Lenkersdorf, C., <em>Nosotros otra realidad<\/em>, Comunicacao &amp; pol\u00edtica, mayo-agosto, 1999. <a href=\"#2286cf04-4779-4f0c-afb2-9a3452c4e64c-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 3\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"6bc4cb47-b2b6-4d00-847c-f69e12d612ae\">Si veda tra gli altri: \u00d6calan, Abdullah 2018, <em>Sociologia della libert\u00e0. Manifesto della civilt\u00e0 democratica<\/em>, Punto Rosso. E pi\u00f9 in generale sulla sua opera: ocalanbooks; puntorosso.it\/libri-di-ocalan.html. <a href=\"#6bc4cb47-b2b6-4d00-847c-f69e12d612ae-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 4\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"b822da83-9cfd-4d9e-9e23-4beb8d1cde0a\">Si veda, tra gli altri: EZLN 01-01-1995, <em>Tercera Declaraci\u00f3n de la Selva Lacandona<\/em>, enlacezapatista.ezln.org.mx\/1995\/01\/01\/tercera-declaracion-de-la-selva-lacandona; EZLN, 11-3-01, <em>\u00c8 l\u2019ora dei popoli indigeni<\/em>, <em>Es la hora de los pueblos ind\u00edgenas<\/em>,enlacezapatista.ezln.org.mx\/2001\/03\/11\/zocalo-subcomandante-marcos-es-la-hora-de-los-pueblos-indios; <em>El andar del CIG y Marichuy<\/em>, congresonacionalindigena.org\/category\/el-andar-del-cig-y-marichuy <a href=\"#b822da83-9cfd-4d9e-9e23-4beb8d1cde0a-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 5\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"77259d3a-d86e-4159-b2d1-1cac6283ba48\">Pratica di acquisizione di vaste estensioni di terra da parte di imprese, governi o individui a fini di speculazione, estrazione e controllo delle risorse o della loro commercializzazione; \u00e8 un fenomeno che sembra aver acquisito rilevanza a livello mondiale dalla crisi alimentare globale del 2007-2008 che \u00e8 stato definito come \u2018pratica di accaparramento delle terre\u2019 \u2014 spesso accompagnata, in particolare, da processi di accaparramento dell\u2019acqua \u2014 che ha segnato un nuovo ciclo in cui le corporazioni agroindustriali e altre imprese multinazionali dirigono tali processi con la complicit\u00e0 delle \u00e9lite dei Paesi locali, appropriandosi di terre che contengono grandi quantit\u00e0 di risorse. <a href=\"#77259d3a-d86e-4159-b2d1-1cac6283ba48-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 6\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"7ee6ed96-a6e8-47b3-80c0-f81a74cd751c\">Sul concetto zapatista di \u2018Quarta guerra mondiale\u2019, si veda, tra gli altri: EZLN 20-06-1997, 7 piezas sueltas del rompecabezas mundial, enlacezapatista.ezln.org.mx\/1997\/06\/20\/7-piezas-sueltas-del-rompecabezas-mundial-el-neoliberalismo-como-rompecabezas-la-inutil-unidad-mundial-que-fragmenta-y-destruye-naciones\/; EZLN 1-02-2003, \u00bfCu\u00e1les son las caracter\u00edsticas fundamentales de la IV guerra mundial?,<a href=\"https:\/\/enlacezapatista.ezln.org.mx\/2003\/02\/01\/cuales-son-las-caracteristicas-fundamentales-de-la-iv-guerra%20mundial\/#:~:text=Lo%20que%20caracterizaba%20esta%20guerra,presentarle%20una%20fuerza%20muy%20grande\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/enlacezapatista.ezln.org.mx\/2003\/02\/01\/cuales-son-las-caracteristicas-fundamentales-de-la-iv-guerra mundial\/#:~:text=Lo%20que%20caracterizaba%20esta%20guerra,presentarle%20una%20fuerza%20muy%20grande<\/a>;; <em>Nella tormenta. Interventi e comunicati dell\u2019EZLN sulla guerra globale<\/em>, https:\/\/nodosolidale.noblogs.org\/2025\/10\/21\/nella-tormenta\/ <a href=\"#7ee6ed96-a6e8-47b3-80c0-f81a74cd751c-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 7\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><\/ol>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Situandomi come internazionalista in dialogo con l\u2019opera di Fanon, mi si presentano due immagini. Con la prima immagine guardiamo verso la Palestina e ascoltiamo: \u00abCompro Gaza e ne far\u00f2 unit\u00e0 immobiliare\u00bb. La proposta di Donald Trump \u00e8 quella di deportare arbitrariamente circa due milioni di persone o di mantenerle come stessero in riserve \u2018indiane\u2019&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":464,"featured_media":863,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_kad_post_transparent":"","_kad_post_title":"","_kad_post_layout":"","_kad_post_sidebar_id":"","_kad_post_content_style":"","_kad_post_vertical_padding":"","_kad_post_feature":"","_kad_post_feature_position":"","_kad_post_header":false,"_kad_post_footer":false,"_kad_post_classname":"","footnotes":"[{\"content\":\"Il riferimento implicito \u00e8 all\u2019uso del termine \u2018<em>extempor\u00e1neos\u2019<\/em> utilizzato dalla Secretar\u00eda de Relaciones Exteriores dello Stato Messicano per definire gli e le zapatiste in occasione del Primo capitolo del Viaggio per la vita che realizzarono nel 2021 e di contro all\u2019appropriazione zapatista dello stesso termine, compiuto battezzando \u2018La Extempor\u00e1nea\u2019, una delle unit\u00e0 di \u2018Escucha y Palabra\u2019 con il quale affrontarono il viaggio organizzando decine di incontri e riunioni. 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