Autore: Paolo Vernaglione Berardi

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    Furio Jesi maestro in esilio

    Il recente interesse editoriale per la sua opera restituisce a frammenti, forse in sintonia con la miriade di temi di ricerca che Jesi ha indagato, l’impulso originario del suo fare: La critica del mito, della cultura italiana del fascismo, della letteratura mitteleuropea e della “germania segreta”, la festa e la rivolta, la tragedia e la poesia,  Mann e Rilke come educatori, Frobenius e Bachofen come studiosi affetti dal mito e soprattutto l’esperienza diretta di quanto di indicibile attraversa le topografie irrazionali rimosse o negate, o considerate residui barbari, della tradizione europea, tutti i materiali mitologici essenziali, Jesi, facendoli emergere con un gesto minuzioso da entomologo, li ha tolti di mano alla “cultura della destra”, rendendoli disponibili alla ricerca

  • Sull’archeologia del presente

    L’idea di fare archeologia del presente ha il suo punto d’attacco nell’archeologia del sapere di Michel Foucault. Per Foucault l’archeologia è l’indagine delle formazioni discorsive proprie di un’epoca storica, in questo caso della modernità, e forse di quella che è stata chiamata post-modernità. Dunque, una collana editoriale intestata all’archeologia scopre quei testi che in qualche…

  • La memoria che viene

    Gli appunti degli anni 1972-’79, raccolti con fatica e curati da Nicoletta Di Vita e Diego Ianiro e i primi due quaderni 1979-’81 formano il Volume I dei Quaderni del filosofo Giorgio Agamben che riferiscono l’elaborazione compresa tra Infanzia e storia (1979) e il seminario Il linguaggio e la morte (1981).La raccolta prevede la parte…